«La città è divisa in due e va amministrata con rispetto anche per chi non ci ha votato». Con queste parole Marco Galiano ha commentato la sua elezione a sindaco di Trani, maturata al termine di un ballottaggio estremamente equilibrato.
L'affluenza si è attestata al 50,46%: 25.218 votanti su 49.979 iscritti alle liste elettorali. Al netto delle schede bianche - 104, pari allo 0,41% - e di quelle nulle - 193, lo 0,77% - i voti validi sono stati 24.921. Galiano ha ottenuto 12.745 preferenze, vale a dire il 51,14% del totale; Angelo Guarriello si è fermato a 12.176, il 48,86%. Uno scarto di 569 voti che racconta di una città divisa quasi perfettamente a metà.
«Abbiamo fatto un grandissimo risultato. Spiace avere perso per così poco, ma questi numeri ci danno la forza per essere forza di opposizione salda e costruttiva»: questo è il commento di Angelo Guarriello.
Il risultato conferma il centrosinistra alla guida della città, ma evidenzia anche la forza del centrodestra, rimasto in corsa fino all'ultimo e capace di raccogliere quasi la metà dei consensi. La lunga attesa dello scrutinio ha testimoniato l'incertezza di una sfida rimasta aperta fino alle battute finali.
Per Galiano la vittoria rappresenta l'inizio di un mandato che richiederà equilibrio e capacità di dialogo, in una realtà cittadina profondamente divisa. Per Guarriello, invece, la sconfitta lascia in eredità un consenso significativo che potrà costituire la base per un'opposizione incisiva nei prossimi anni. Resta ora da verificare se gli appelli all'unità lanciati dal nuovo sindaco troveranno concreta attuazione nell'azione amministrativa.

