«Da domani finisce la stagione dei caffè e comincia quella dei tavoli». Con queste parole Marco Galiano, eletto sindaco di Trani al termine di un ballottaggio al cardiopalma, ha sintetizzato l'impegno che lo attende. Un vantaggio di soli 569 voti su Angelo Guarriello - poco più di dieci per sezione - ha consegnato alla coalizione di centrosinistra un mandato bis carico di responsabilità, in una città che si è dimostrata spaccata pressoché in due parti uguali.
Il sindaco rieletto ha scelto toni sobri per commentare la vittoria, ben consapevole del messaggio che i numeri consegnano. «Questa vittoria così di misura ci carica di una responsabilità enorme», ha detto Galiano, riconoscendo che i cittadini, pur rinnovando la fiducia alla coalizione uscente, hanno anche lanciato un segnale inequivocabile: non c'è più margine per gli errori.
Il neosindaco ha ricordato come molte delle opere inaugurate nell'ultimo periodo fossero legate a scadenze imposte dal Pnrr, fissate ad agosto 2026, e che per questa ragione i cantieri erano stati accelerati. «Dicono che non abbiamo fatto niente - ha replicato -, ma molte di quelle opere erano realizzate con fondi Pnrr e andavano a scadenza». Ha poi rivolto un augurio all'opposizione, auspicando «un rapporto istituzionale corretto che giovi essenzialmente a tutta la città».
Galiano ha poi usato la metafora delle «due colonne»: da un lato le cose fatte bene, dall'altro quelle da rivedere. «L'impegno per i prossimi anni sarà riportare nella colonna delle cose fatte bene quelle sulle quali oggettivamente abbiamo trovato difficoltà», ha detto, aggiungendo che i prossimi mesi richiederanno «piena consapevolezza delle tante problematiche che ancora affliggono la nostra città».
Fabrizio Ferrante, il più suffragato tra i candidati al consiglio comunale del Pd, ha subito messo a fuoco il nodo centrale: «La coalizione di centrosinistra si era presentata in una condizione di disgregazione rispetto al blocco che nel 2020 aveva sostenuto l'amministrazione uscente di Amedeo Bottaro. Era evidente che non avessimo sin dall'inizio quei numeri che servivano per governare già dal primo turno, ma ci siamo rimboccati le maniche e i cittadini hanno premiato in ogni caso il nostro operato, dandoci ulteriore fiducia per proseguire e completare quello che già stavamo facendo».
Una vittoria che il centrosinistra si è «sudato», come ha riconosciuto lo stesso Ferrante nel corso della diretta di Radio Bombo. «Ovviamente oggi abbiamo vinto di un punto e mezzo percentuale, che credo sia una vittoria bella - ha commentato - nel senso che tutte le vittorie sofferte sono inevitabilmente le più belle». Il riconoscimento non ha mancato di toccare l'avversario: «Ringrazio Angelo Guariello per la sua campagna elettorale, per essersi impegnato, per essersi messo a disposizione di questa comunità».
Un elemento che ha tenuto banco nella serata è stato il ruolo di Giovanni Di Leo, approdato nel perimetro del centrosinistra con oltre 600 voti. Un dato che, per pura aritmetica, supera il margine di vittoria di Galiano su Guarriello.
Ed un'incognita aperta riguarda la postura futura di Giacomo Marinaro, che ha condotto una coalizione lista autonoma senza apparentamento ufficiale con alcuno dei due blocchi e siederà in consiglio comunale in una posizione politicamente equidistante, mantenendo però buoni rapporti dichiarati con il centrosinistra regionale.
Ferrante ha auspicato «un'opposizione leale, che tenga a riferimento gli interessi dei cittadini», e ha rivolto un appello «alla coesione interna alla coalizione vincente, con il Partito Democratico chiamato a svolgere il ruolo di asse portante. Da domani ci metteremo tutti quanti al lavoro affinché la risposta, soprattutto in termini di servizi e qualità della vita per la città di Trani, possa essere adeguata alle aspettative dei cittadini».
