«Siamo arrivati a tanto così dalla vittoria», ha riconosciuto ieri durante la diretta elettorale di Radio Bombo Michele Scagliarini, tra i principali esponenti del centrodestra, ammettendo l'amaro in bocca di chi sfiora il traguardo. Eppure, ha aggiunto, «abbiamo fatto tutto il possibile, affrontando tutta una serie di vicende non di poco conto», compreso il malore che aveva colpito Guarriello alla vigilia delle elezioni.
Pasquale De Toma, altro esponente di spicco del centrodestra, ha invece insistito sul significato politico del risultato: «569 voti di scarto significano che si è perso per 285 voti, perché se 285 voti fossero venuti dalla nostra parte sarebbe stato veramente diverso». Per lui si è trattato di una vittoria del centrosinistra «non piena, e la risicatezza dello scarto è una sconfitta per chi ha governato la città negli ultimi undici anni. Se avesse lavorato bene, i numeri sarebbero stati superiori».
Uno dei temi più dibattuti nella notte del ballottaggio è stato quello della scelta di Angelo Guarriello come candidato sindaco del centrodestra. Guarriello, professionista noto in città e già impegnato nell'associazionismo e nel volontariato, era stato indicato come figura di sintesi dopo che sul tavolo erano stati posti altri nomi: quello di Luigi Nicola Riserbato, proposto dalla Lega, e quello proprio di Pasquale De Toma, in quota a Forza Italia.
«La scelta di Angelo è stata chiara - ha spiegato De Toma - siamo stati i primi noi di Forza Italia a dare l'okay, perché si tratta di un professionista noto, dedito all'associazionismo e alle persone fragili». Eppure, con il senno di poi, qualcuno si è chiesto se un candidato «prettamente politico» avrebbe potuto ottenere un risultato diverso.
Andrea Ferri, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, ha liquidato la questione con pragmatismo: «Tornare indietro nel tempo non si può più». E ha difeso Guarriello: «Avere recuperato uno svantaggio importante, dovuto non soltanto ai dieci punti percentuali del primo turno ma anche a undici anni di governo avversario, significa che è stato un ottimo candidato sindaco».
Ferri ha però aperto alla necessità di un'analisi interna ai partiti della coalizione, «per capire effettivamente quali sono state le dinamiche che non ci hanno consentito di vincere e soprattutto per costruire il futuro». Futuro che, ha precisato, «non si costruisce soltanto su una persona, ma su un gruppo. Guarriello consigliere? Lo confermo: resterà in consiglio comunale e sarà il leader dell'opposizione».
L'onorevole Francesco Ventola ha sintetizzato così l'auspicio del centrodestra: «Galiano eredita una città divisa a metà e, quando non hai una maggioranza schiacciante, bisogna avere la capacità di tenere unita una città che da queste ore ne esce divisa».
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