Le ferite inferte al patrimonio arboreo di Trani continuano a sanguinare. L’abbattimento dei pini della storica Pineta dei Cappuccini rappresenta l’ultimo, doloroso tassello di una gestione del verde scorretta nel tempo, spesso soggetta a capitozzature, e che troppo spesso si muove sull’onda dell’emergenza anziché sulla scorta di una visione a lungo termine. Accogliamo questo evento con profondo rammarico: la perdita di alberi storici, seppur per questioni di sicurezza, non è mai solo una questione estetica, ma un impoverimento del nostro ecosistema urbano e della memoria collettiva della città. Adesso che una nuova Amministrazione sarà ad insediarsi, non possiamo più permetterci di dimenticare il verde pubblico e privato e, qualunque sia il nuovo governo cittadino, dovrà assumere impegni concreti, tecnici e immediatamente cantierabili.
Chiediamo con forza alla futura guida della città un cambio di passo radicale attraverso:
• L’adozione immediata del Piano del Verde: uno strumento strutturato che definisca una pianificazione scientifica di tagli e sostituzioni, dove ogni singolo abbattimento sia l’extrema ratio, ampiamente documentato e compensato da nuove piantumazioni idonee.
• Il rispetto della Legge 113/1992: l'obbligo di mettere a dimora un albero per ogni nuovo iscritto all’Anagrafe Comunale deve diventare una realtà costante e monitorata, inserita in una seria pianificazione delle piantumazioni.
• L'applicazione delle norme sulla forestazione urbana: per allineare Trani ai parametri delle grandi città europee, riducendo la cementificazione a favore del suolo vivo e permeabile.
• Una vigilanza stretta sui nuovi progetti: la futura amministrazione dovrà vigilare con rigore sul parco previsto su via Bisceglie e sulla corretta realizzazione e manutenzione delle aree verdi destinate a sorgere intorno alla nuova pista di atletica in fase di completamento. Accanto alla pianificazione delle alberature, vi è poi il tema cruciale della gestione delle risorse idriche. È inaccettabile che nel 2026 le nostre aree verdi vengano ancora irrigate utilizzando preziosa acqua potabile. A tal proposito, ci chiediamo a che punto sia il progetto che mirava a riutilizzare le acque reflue depurate per l’innaffiamento pubblico: un’opera di civiltà e sostenibilità non più rimandabile.
La mancanza di cura e programmazione espone inoltre il nostro territorio a rischi drammatici, come dimostrano gli incendi che ogni estate minacciano il verde urbano e le aree periferiche. Proprio ieri il Sindaco uscente ha firmato un’ordinanza per imporre ai proprietari privati il taglio dell’erba per prevenire il rischio roghi. L’area naturale di Boccadoro è, invece, pubblica ed è attualmente immersa nell’incuria, in attesa di un intervento di sfalcio che auspichiamo avvenga entro il 15 giugno, come si chiede ai privati in modo che il pubblico funga da esempio, anziché da mero organismo sanzionatore.
L’erba alta a Boccadoro non è solo un innesco per gli incendi, ma una minaccia diretta sia per le centinaia di alberi piantati in questi anni da associazioni, cittadini e famiglie, sia per lo straordinario patrimonio artistico e culturale realizzato nell'ambito del progetto ESC "Radici". Quell'area custodisce le installazioni visive di oltre 20 artisti locali e territoriali nate intorno alla vasca di Boccadoro, un patrimonio di bellezza e cittadinanza attiva che rischia di andare in fumo, o in fiamme. Legambiente Trani mette a disposizione le proprie competenze tecniche a chiunque governerà la città, purché si metta fine alla stagione dell'emergenza e si apra finalmente quella della pianificazione.
