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Porto chiuso: nuovi controlli Cc su pescato e acqua per lavarlo

«I controlli sul porto di Trani sono ripresi a poco più di due mesi dal blitz del 2 aprile»: carabinieri, Nas e Asl Bt sono tornati sulla banchina per verificare l'attività dei pescivendoli che, secondo quanto emerso, avrebbero continuato a vendere il pescato in modalità non conformi alle disposizioni scattate dopo l'intervento della Procura.

Le verifiche riguardano sia l'acqua utilizzata per lavare il pescato, sia gli aspetti igienico-sanitari della merce stessa. Al momento non sono noti eventuali provvedimenti o sanzioni.

Il nuovo controllo richiama l'operazione del 2 aprile, quando furono sequestrate le bancarelle utilizzate per la vendita del pesce e otto persone vennero iscritte nel registro degli indagati. Quel blitz avrebbe dovuto interrompere definitivamente la vendita illegittima di pesce, ed in parte lo ha fatto: scomparsi i banchi di vendita su ruote, adesso il pesce è esposto sulla poppa dei pescherecci, ma l'acqua per trattarlo ancora non convince.

L'operazione odierna costituisce, come detto, la diretta prosecuzione e il monitoraggio dell'analoga attività di controllo eseguita circa due mesi fa nello stesso bacino portuale. In quella precedente occasione, era stato documentato l'utilizzo, da parte della maggior parte dei pescherecci, di acqua prelevata direttamente dal porto per l'idratazione e il mantenimento dei prodotti ittici destinati alla vendita, contesto nel quale si era proceduto anche al sequestro delle strutture mobili abusive collocate sulla banchina e utilizzate per la commercializzazione.

L'attività di oggi è stata condotta congiuntamente ai tecnici specializzati del Sian (Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione) della Asl Bt ed era finalizzata essenzialmente a prelevare campioni sia del prodotto ittico sia dell'acqua utilizzata a bordo dai pescatori per l'uso domestico e il lavaggio dei prodotti, al fine di accertarne l'eventuale presenza di sostanze contaminanti o comunque nocive per la salute pubblica.

Il bilancio complessivo dei controlli è da considerarsi ampiamente favorevole sul piano igienico-sanitario e della salubrità generale. Infatti, su quattro pescherecci sottoposti a ispezione, tre sono risultati perfettamente in regola con tutte le disposizioni vigenti. Presso un solo peschereccio sono invece emerse criticità relative non alla contaminazione delle acque o a problemi sanitari, bensì all'origine commerciale del prodotto. È stato infatti accertato che il pesce esposto non proveniva dall'attività di cattura diretta dell'imbarcazione, ma era stato precedentemente acquistato presso un mercato ittico all'ingrosso.

Alla luce di tali risultanze, a carico dell'armatore del peschereccio non in regola si procederà per via penale in ordine al reato di frode in commercio, provvedendo contestualmente al sequestro giudiziario del prodotto ittico non conforme.


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