Grazie al prezioso lavoro di ricerca e ricostruzione storica di Carlo Del Negro, tornano alla luce pagine indimenticabili del calcio tranese. Attraverso cronache dettagliate, aneddoti e testimonianze, Del Negro restituisce ai tifosi e agli appassionati l'atmosfera di un'epoca irripetibile, fatta di stadi gremiti, protagonisti leggendari e partite entrate nella memoria collettiva. Tra queste c'è il rocambolesco 2-2 tra Trani e Lecco del 13 giugno 1965, una sfida decisiva per la salvezza dei biancazzurri e per le ambizioni di promozione dei lombardi, arbitrata dal grande Concetto Lo Bello davanti a oltre 18 mila spettatori.
Accadde oggi: 13 giugno 1965
Campionato 1964/1965 Serie B
TRANI-LECCO 2-2
Arbitro: Concetto Lo Bello di Siracusa
Reti: 9’ p.t. Galvanin (rigore), 23’ p.t. Clerici, 35’ s.t. Azzimonti, 43’ s.t. Bazzarini
Note: giornata estiva; terreno in buone condizioni; spettatori 18.000 circa.
TRANI: Biggi, Crivellenti, Galvanin; Ferrante, Carradori, Bazzarini; Barbato, Bitetto, Arfuso, Malavasi, Cosmano
All. Felice Arienti
LECCO: Meraviglia, Facca, Bravi; Schiavo, Pasinato, Sacchi; Fracassa, Azzimonti, Innocenti, Galbiati, Clerici
All. Angelo Piccioli
Si comincia con cinque minuti d'anticipo sull'orario previsto: Lo Bello ha un appuntanento con l'aereo che deve riportarlo a Siracusa e chiede alle due squadre di scendere in campo con un po’ di anticipo. Come dirgli di no. Concetto Lo Bello giunge a Trani per arbitrare un delicato incontro di calcio del Campionato di Serie B tra il Trani ed il Lecco quando è già un arbitro internazionale e solo un anno prima (7-6-1964) aveva diretto lo spareggio per l’assegnazione dello Scudetto tra il Bologna e l’Inter. Quindi possiamo affermare che la fama lo precedeva, e che tutti furono orgogliosi di accogliere in una cittadina di provincia colui che era definito per antonomasia il decano degli arbitri italiani. Ma veniamo alla partita.
Il Lecco deve vincere assolutamente se vuole conservare il terzo posto in graduatoria, sebbene in coabitazione con il Napoli, che le consentirebbe la promozione in Serie A. Il Trani, viceversa, ha bisogno di almeno un punto per rinsaldare la sua posizione di classifica ad un passo dalla tanto agognata salvezza. Un classico testa-coda che promette scintille. Ecco forse giustificata la presenza al Comunale di Trani, quel Concetto Lo Bello, di cui tutta l’Italia pallonara gli riconosce imparzialità ed intransigenza. Insomma quando si dice l’arbitro per eccellenza. Le due squadre partono forte e non c’è un attimo di tregua che consenta agli atleti di tirare il fiato. Anche Lo Bello ne è coinvolto, che per essere sempre vicino all’azione di gioco deve correre da una parte all’altra del campo, senza stazionare a centrocampo come era in uso ai direttori di gara dell’epoca. Al 4' il Trani parte in contropiede con Barbato il quale con una finta si libera del terzino Bravi e crossa per l’accorrente Bazzarini, che di testa indirizza verso la porta; ne scaturisce un batti e ribatti in area che Meraviglia e Pasinato neutralizzano con qualche affanno di troppo. Una bella azione sottolineata dagli applausi di una folla che sostiene magnificamente i propri giocatori.
Al 7’ replica il Lecco: per un fallo di Ferrante su Innocenti, Lo Bello fischia un calcio di punizione dal limite che “El Gringo” Clerici batte con abilità: la palla sorvola la barriera e Biggi è costretto a tuffarsi sulla sua destra per deviarla in angolo. Applausi a scena aperta per entrambi. Un minuto più tardi Bazzarini s'impapera su una palla senza pretese: cerca di passarla al proprio portiere, ma serve Innocenti; il centravanti è colto di sorpresa, il tentativo di stop non riesce e Biggi in tuffo evita il peggio. Al 9’ il Trani passa in vantaggio per un fallo di mani di Azzimonti in area di rigore. Lo Bello, bene appostato, fischia senza esitazioni. Si incarica della battuta lo specialista Galvanin, che realizza con un tiro a mezza altezza alla destra del portiere Meraviglia. Per il Lecco è un brusco risveglio. Il Trani non è la squadra che si aspettava di incontrare e comprende che la situazione è più ingarbugliata del previsto. Lecco alla ricerca del pareggio, ma la sua manovra è troppo elaborata e la difesa tranese riesce ad avere quasi sempre buon gioco. Al 13’ Fracassa batte una punizione per Innocenti, che al volo colpisce di destro, ma Biggi, molto bravo, para in tuffo. Ancora in evidenza il Lecco al 19’ con uno scambio Innocenti-Clerici-Fracassa e conclusione di quest’ultimo resa vana dal tempismo di Giuliano Biggi. Ma al 23’ giunge tuttavia il gol del pareggio. Pasinato batte una punizione da centrocampo e serve sulla sinistra Innocenti; il centravanti con una rovesciata manda la palla al limite dell'area, Crivellenti e Carradori si ostacolano a vicenda senza rinviare e Clerici con un tiro al volo batte Biggi. Una rete scaturita da un malinteso tra i due calciatori tranesi ma “El Gringo”, si sa, in questi casi non perdona! Il Trani non accusa il colpo e si spinge ripetutamente in attacco alla ricerca del nuovo vantaggio.
Al 39' Clerici interrompe la pressione tranese con una lunga fuga che si conclude con un tiro parato facilmente da Biggi. Allo scadere del tempo Bitetto schiaccia di testa una palla crossata dalla sinistra da Barbato e Meraviglia con molta fortuna respinge con un ginocchio.
Nella ripresa il Lecco prova ad accelerare. Tutto il Calcio minuto per minuto comunica via radio che il Napoli sta vincendo per due reti a zero contro il Bari (2-0 sarà anche il risultato finale) e quindi induce la squadra lombarda a serrare i tempi. Carradori devia in angolo una punizione a due in area battuta da Fracassa per fallo su Clerici (avete letto bene; all’epoca venivano fischiate perfino le punizioni indirette in area di rigore). Poi il Trani segna con Barbato, ma Lo Bello annulla giustamente avendo già fischiato un fuorigioco della stessa ala tranese. Non c’è un attimo di tregua. Entrambe le squadre vogliono vincere; ne hanno entrambe la possibilità e così, al 35’ cioè a 10’ dal termine il Lecco passa in vantaggio. Clerici batte una punizione da trenta metri, un difensore tranese respinge alla meglio, Schiavi intercetta il rinvio e serve lateralmente Facca proiettatosi in avanti. Il terzino da posizione di ala destra effettua un lungo traversone sul quale Carradori non riesce a rinviare di testa e Azzimonti, lasciato incredibilmente solo, da sotto misura, con un preciso colpo di testa infila l’angolo basso alla sinistra di Biggi.
Nello Stadio non si sente più volare una mosca. Solo voci sommesse in un misto tra imprecazioni tra i denti e litanie intraducibili. Rese ancora più drammatiche allorquando 3’ più tardi un tiro dalla lunga distanza del solito Clerici viene deviato da Biggi sulla traversa. A questo punto vengono interpellati perfino i Santi. Quando mancano due minuti alla fine della partita lo scoramento ha preso il posto delle imprecazioni e lo Stadio è ammutolito. Ma quando Crivellenti (siamo al 43’) scattato in posizione di ala destra effettua un tiro-cross che costringe Meraviglia a deviare la palla in angolo il pubblico si rianima. Cosmano dalla bandierina mette al centro dell’area e Pasinato di testa respinge la sfera nei pressi di Bazzarini; il mediano non sta a pensarci su più di tanto e, al volo, colpisce il pallone imponendogli una traiettoria alta e tesa che si infila all'incrocio dei pali alle spalle dell’esterrefatto Meraviglia (nome nomen). Un boato simile ad una esplosione accompagna l’ottenuto pareggio e poco manca che crollino le tribune. Pochi secondi dopo l’eurogol, diremmo oggi, di Bazzarini il triplice fischio di chiusura di Lo Bello certifica sul 2-2 un pareggio che premia la squadra tranese e mortifica quella lecchese, che con la perdita di questo punto perderà anche la Serie A. L’euforia dei calciatori tranesi è talmente inarrestabile, che circondato il direttore di gara Lo Bello, questi viene sollevato di peso e portato in trionfo fin negli spogliatoi, in una passerella sottolineata dagli applausi scroscianti e dagli “evviva” degli oltre diciottomila spettatori presenti sugli spalti. Lo Bello, sebbene sorpreso, e sebbene in carriera ne avesse viste di tutti i colori, mostrò di gradire, ma sempre con un occhio all’orologio per non perdere l’aereo. Che non è una canzone di Massimo Ranieri. A noi il privilegio di poter raccontare questo aneddoto senza precedenti, che ci inorgoglisce per la sua originalità, poiché non crediamo sia mai accaduto, né mai in seguito, almeno per quanto ci risulti, si verificherà mai. E noi, questo privilegio, o come volete chiamarlo, chiamatelo, ce lo teniamo ben stretto.
