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Pug, è fatta. Ma sarà cambiato o no?

La conferenza dei capigruppo, ha fissato per martedì prossimo 31 marzo, alle 10, il consigliocomunale chiamato ad approvare il Piano urbanistico generale.
Viene così posto il primo punto fermo verso la chiusura della lunga partita sul nuovostrumento urbanistico, a distanza di oltre quarant'ani dall'approvazione dell'ancora vigente ianoregolatore generale.
La scelta della data, in ogni caso, è stata contestata dalla minoranza, che ha lamentato ilpresunto scarso tempo a disposizione per l'esame di una documentazione molto corposa. Ha prevalso,però, la volontà della maggioranza di accorciare il più possibile i tempi per evitare la decadenza dellenorme di salvaguardia e possibili ricorsi al Tar.
Il presidente dell'assemblea, Giuseppe Di Marzio, ha spiegato in ogni caso che "tutti iconsiglieri hanno ricevuto in tempo utile la documentazione sia in formato cartaceo, sia su supportoinformatico. La convocazione è legittima, poi il consiglio è sovrano e, nel suo svolgimento, deciderà ilsuccessivo da farsi".
L'obiettivo è, almeno, entrare nel punto all'ordine del giorno ed aprire la discussione, poi nonè escluso che si vada per aggiornamenti della seduta, giacché la materia appare complessa e non visono particolari limitazioni per gli interventi. Oltre tutto, anche in questa occasione, sono previsti ipreliminari, mentre non vi sono altri argomenti all'ordine del giorno: il consiglio sarà monotematico.
Ma il vero motivo d'interesse è capire quali saranno le strategie politiche in aula. Tutti diconodi volere il Pug approvato all'unanimità, ma cosa sarà approvato? Passerà il piano così come licenziatodalla conferenza dei servizi in regione, senz'alcuna modifica? Oppure vi saranno margini peraccogliere le osservazioni presentate?"Il giornale di Trani", da questo punto di vista, ha prima azzardato delle previsioni e poiascoltato voci pienamente in linea con la prima ipotesi. Ma non è detto che in aula prevalga l'altracorrente di pensiero. Fra le due, nonostante quanto da noi pubblicato paia incontrovertibile, leincertezze sono molte perché, a controbilanciare le voci che consigliano di non modificare nulla, vi è ilparere legale autorevole di chi invece, afferma che ancora si può. Facciamo, allora, un po' d'ordine.
Nell'ultimo numero del nostro giornale l'assessore regionale al ramo, Angela Barbanente, èstata molto chiara: "Sul Pug che sta per andare in consiglio comunale - afferma - non possonointervenire modifiche: lo dispone la legge regionale. Ogni modifica rischia di vanificare lo sforzo. Lalegge affida alla conferenza dei servizi il potere di assumere le ultime decisioni. ? un compito gravosoe di grande responsabilità. Il consiglio comunale, così come ha già fatto la giunta regionale, non puòfare altro che ratificare il lavoro della conferenza dei servizi e chiudere il procedimento".
Sulla stessa lunghezza d'onda abbiamo riportato il parere del suo omologo di Trani, Ninni DeToma: "Le osservazioni presentate sono tutte di carattere privatistico - affermava -, nel senso cheognuno ha detto qualcosa solo per quanto riguarda la sua proprietà. Non ve ne sono di caratteregenerale, quindi saranno inevitabilmente ignorate in questa fase e rinviate successivamente allapresentazione dei piani particolareggiati".
Ma, dall'altra parte, è intervenuto un parere "pro veritate" dell'avvocato Franco Gagliardi LaGala, consultato dall'amministrazione comunale, i cui contenuti sono stati resi dal capogruppo del Pd,Fabrizio Ferrante: "Il legale afferma - riferisce il consigliere - che il consiglio potrà non soloapprovare o rigettare la proposta del Pug, ma anche accogliere le "istanze di modifica" presentate dopola conferenza di servizi o addirittura introdurre modifiche al Pug. Se così fosse, l'intero incartamentodovrà essere rispedito alla Regione per un nuovo giudizio di compatibilità. Quindi il consiglio - sichiede Ferrante - può realmente modificare la proposta di Pug?".
Il commento di Ferrante, che è anche componente la Commissione urbanistica, afferma che"siamo in presenza di un autentico guazzabuglio da cui si evince che la maggioranza non ha ancora leidee chiare sul da farsi".
A questo punto ricordiamo qual è lo stato dell'arte. Il Piano urbanistico generale fu adottatocon dal consiglio comunale il 26 luglio 2006. Il 21 dicembre 2007 furono approvate le 193 delibererelative alle altrettante osservazioni presentate. Il 19 marzo scorso è stato formalmente consegnato allaRegione Puglia. Il primo agosto la giunta pugliese ne ha attestato la momentanea non compatibilità.
Dal 16 settembre al 16 ottobre si è tenuta a Bari conferenza dei servizi per dirimere le censure.
La modifica più importante rispetto alla prima versione è avvenuta con l'abbassamento degliindici di fabbricabilità, portati dal "3 di diritto" della prima stesura al "2 di fatto" della seconda. Dettoin parole molto povere, non vedremo palazzi alti, con piani in doppia cifra, perché la Regione ci havoluto mettere un tetto molto prudente partendo dalla valutazione di quello che sarebbe potutadiventare via Bisceglie. Le altre modifiche apportate al Pug riguardano, appunto, la regolamentazionedella zona di via Bisceglie, che il Comune aveva demandato ai successivi piani esecutivi e, invece, laRegione ha inteso definire subito anche qui con un notevole abbassamento degli indici. Ridotti anche ilotti minimi delle aree agricole: da 4800 a 2000 metri quadrati. Invariate, invece, le aree agricolespeciali, come pure confermate le sopraelevazioni nel centro storico.
Nota di cronaca finale, per questo consiglio comunale così importante l'aula di palazzoPalmieri si rifà il look. Regia digitalizzata, postazione microfonica per ogni consigliere, maggioreilluminazione della sala e diretta web direttamente sul sito del Comune di Trani. Lavori eseguiti dallaSeca, che già aveva curato la realizzazione della sala consiliare nella sua primissima versione erecentemente ne aveva presentato un progetto di implementazione, momentaneamente accantonato permancanza di fondi.

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