Nell'ultimo consiglio comunale della città di Trani, tra i tanti provvedimenti approvati, ve n'è uno secondo il consigliere Franco Caffarella componente della 8° commissione consiliare, che merita una particolare attenzione: il piano di valorizzazione del patrimonio immobiliare di proprietà del Comune di Trani. "E' un provvedimento di portata storica. Prima d'ora, infatti, vi era una ricognizione a dir poco sommaria, certamente non autenticata da approvazione consiliare, delle proprietà del comune di Trani. Non si aveva contezza né del titolo di proprietà né degli usi attuali di molti beni. Questo, oltre ad impedire una reale valorizzazione, aveva permesso anche situazioni di abusiva occupazione per alcuni o di mancata verifica del titolo di proprietà per altri ". Grazie a questo censimento si potrà procedere anche all'alienazione di quei beni, terreni in primis, ma anche strutture non certo legate a finalità istituzionali, per le quali sinora le casse comunali hanno sopportato solo spese. Il piano di valorizzazione approvato dal Consiglio ha quindi il merito di essere una prima base di partenza, certamente perfettibile, dell'attuale stato delle proprietà comunali, indicando anche delle possibili destinazioni future. A questo proposito, il cons. Caffarella si è fatto portavoce in consiglio delle istanze delle numerose associazioni cittadine che da tempo confidano nell'ente locale per l'attribuzione di sedi in locali di proprità comunale. " La legge non consente piu' assegnazioni gratuite, ma molti locali di proprietà comunale si potrebbero concedere in uso, con corresponsione di un canone, alle associazioni cittadine, regolarizzando anche posizioni già in essere, autorizzate in passato. Alla luce anche di recenti polemiche che hanno interessato proprietà comunali, ora adibite ad attività di ristorazione, il cons. Caffarella ha raccomandato all'Ammnistrazione Comunale " di tener conto, nelle attività di valorizzazione degli immobili, della vicinanza degli stessi a strutture, siano esse di culto o legate ad attività culturali, al fine di rispettare ogni sensibiltà od attività già presente".