La Fortis Trani cambia proprietà: da Paolo Abruzzese ad una cordata di soci presieduta da Tommaso Carbone.
Intervistato in tarda mattinata da Radio Bombo, Abruzzese ha confermato l'operazione e chiarito alcuni passaggi: "Il signor Carbone si è presentato da me sostenendo di rappresentare un gruppo di imprenditori tutti tranesi. Io di buon grado ho accettato la proposta, anche per limitare la perdita economica della mia gestione. Se avrò passato la società nelle mani di un gruppo tutto tranese ne sarò felice, se vi saranno altri non so. Flora? A me non risulta che ci sia, ma se vi fosse sarebbe molto scorretto perché avrei preferito trattasse direttamente con me e non tramite terze persone. Il calcio tranese dovrebbe prendere le distanze da chi si dovesse comportare in questo modo".
Quanto ai problemi con il Comune, "sicuramente adesso il sindaco Tarantini e la dottoressa Dettori (dirigente della quinta ripartizione, ndr) staranno facendo i salti di gioia - dice Abruzzese -. Adesso voglio anche vedere se i miei successori avranno la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi che ho trovato io e per i quali non ho avuto neanche un briciolo di aiuto".
Abruzzese, che aveva avuto Carbone come suo collaboratore nel passato remoto e recente, esclude che avvenga il contrario: "Abruzzese o è al comando o è fuori. Oggi sono fuori e me andrò al mare. Ritornare nel calcio in qualche altra città? Non se ne parla neanche, io faccio calcio per passione e quello che mi spinge a farlo è l'amore per la mia città, l'amore che anche tanti altri proclamano, ma solo a parole. Vado via soddisfatto per i risultati sportivi, ma deluso per il comportamento di tanti. Mi sentivo un condottiero a capo di un esercito, ma mentre galoppavo brandendo la sciabola mi sono voltato indietro e non c'erano più né i cavalli, né i cavalieri. Ero rimasto solo".