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Se si finisce in carcere per 38 euro... Solidarietà alla Pm e dintorni

Se si arriva a finire in carcere per non volere pagare una multa di 38 euro, questo la dice lunga sulla percezione che la gente ha della viabilità e di chi è preposto a farla rispettare.
Premessa la più totale solidarietà al comandante della Polizia municipale ed a tutto il Corpo, va detto che, purtroppo, gli episodi di intolleranza nei confronti dei vigili urbani denotano quanta impunità c'era prima e, di conseguenza, l'incapacità di tanti di accettare provvedimenti sacrosanti.
L'arresto di un cittadino per violenza, lesioni, ingiurie e quant'altro nei confronti del comandante del Corpo non è l'unico episodio grave che si è registrato nei giorni scorsi.
Lunedì scorso lo stesso comandante ha ordinato il ritiro dei tre vigili che avrebbero dovuto assicurare in piazza Marinai d'Italia il rispetto dell'area pedonale: "Arrivavano auto da tutte le parti - riferisce Modugno -, guidate da ineducati ed incivili che pretendevano di parcheggiare e non temevano in alcun modo le esortazioni dei nostri vigili. Ad un certo punto ho deciso, per la loro incolumità, di ritirarli dal luogo. Purtroppo non avrei voluto che accadesse, ma siamo sempre troppo pochi e contro questa marea di gente irrispettosa delle regole non ce la facciamo".
Queste amare considerazioni aprono due scenari di riflessione. Il primo, come riconosce il comandante, è che gli agenti di Polizia municipale sono sempre numericamente insufficienti. Questo conferma e rafforza la necessità di implementare l'organico del Corpo facendo drastiche e magari anche dolorose rinunce in altri capitoli di spesa: l'amministrazione capisca e si adegui.
Il secondo è che gli automobilisti, perché non occupino un luogo loro vietato, hanno bisogno di ostacoli fisici insormontabili. E' il caso della pista ciclabile, che ha cominciato realmente a funzionare solo quando è stata divisa dalla strada da un robusto cordolo. Ma è il caso anche di Colonna, che gli automobilisti hanno risparmiato solo quando la piazza era occupata dalle giostre. Adesso, se si vorrà realmente renderla pedonale, bisogna attrezzare gli accessi come per piazza Plebiscito, altrimenti chissà quanti altri vigili dovranno essere ritirati per tutelare la loro incolumità.
Questo fa anche capire quanta difficoltà vi sia nel fare accettare agli automobilisti i park and ride: hanno funzionato in qualche modo solo quando c'erano le giostre e veramente serviva un posto per parcheggiare. Ma, prima e dopo, sono stati considerati un fastidio, non un'opportunità, una spesa inutile per chi guida e che finisce, purtroppo, per diventare uno spreco per chi gestisce, l'Amet.
A noi l'idea piace e continuerà a piacere, ma anche qui servono vigili urbani che devino il traffico verso il parcheggio, perché solo loro hanno i poteri di polizia giudiziaria per farlo. Ma, purtroppo, il ritornello è che non ci sono.

Però anche l'Amet un po' se l'è andata a cercare chiudendo l'area con delle incomprensibili paratie in legno a causa delle quali a stento si capisce che quello è un parcheggio: pare l'ennesima recinzione dell'ennesimo cantiere di un palazzo in costruzione. E poi, purtroppo, il termine inglese "park and ride" la maggior parte della gente, culturalmente forse non così preparata, non lo conosce. Sarebbe bastato lasciare l'area a vista e fare capire meglio che quello è un "parcheggio con navetta gratis" per ottenere un consenso migliore.
Però stiamo messi veramente male. In una città in cui da oltre un anno non si pagano i parcheggi da nessuna parte, a meno che non vi siano degli abusivi a controllarli, e nella quale de sempre ognuno si sentiva autorizzato a fare quello che gli pare, va da sé che adesso, nel momento in cui vi è una recrudescenza di determinazione nel fare rispettare la legalità, si arrivi a fenomeni pessimi come quelli citati.
Ma il problema è anche culturale, di formazione. Nelle scuole che cosa fanno i nostri docenti per insegnare quell'educazione civica che adesso nessuno sa più cos'è? Perché l'amministrazione ed i dirigenti scolastici non concordano un progetto comune in tutti i plessi, evitando che le scuole disperdano le loro energie in progetti e progettini buoni solo, nel migliore dei casi, a trovarsi uno spazio sul giornale a fine anno? In definitiva, rinnoviamo la solidarietà alla Polizia municipale, ma non sarà un esagitato dietro le sbarre che ci farà affermare che il problema è stato risolto. Questa montagna da scalare è pari al Kilimangiaro. Ed alla falde del Kilimangiaro ci sta un popolo, un esercito di imbecilli le cui abitudini vanno radicalmente mutate sia in fase di prevenzione, sia di repressione.

Nico Aurora


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