Gentile direttore,
con la presente voglio segnalare la situazione della stazione di Trani.
Per il periodo estivo Trenitalia ha chiuso la biglietteria della stazione Fs di Trani nei giorni di
sabato e domenica e per il solo turno pomeridiano (dalle 15 in poi ) nei restanti giorni della settimana.
Motivazione ufficiale: permettere agli addetti della biglietteria di poter godere del periodo di ferie
spettanti.
Nel frattempo una addetta della biglietteria è stata nuovamente trasferita a Bari, da dove era
venuta pochi mesi prima. Un altro addetto sembra abbia chiesto il trasferimento a Bari. Per cui ora, pur
essendo finito il periodo di ferie estive, la biglietteria della stazione di Trani continua a rimanere
chiusa nei suddetti giorni e ore sopra specificate.
Eppure detta biglietteria, a sentito dire, ha avuto sempre un buon incasso per cui non è certo
tra quelle da chiudere per passività della gestione. La biglietteria di Bisceglie, pur non essendo la città
capoluogo di provincia e pure avendo meno fermate di treni rispetto a Trani e meno movimento, è
sempre aperta anche la domenica.
Altro piccolo particolare che ho notato nel fare il pendolare nello scorso periodo estivo, sulla
tratta Bari-Barletta, è che nelle stazioni di Bari, Molfetta, Bisceglie e Barletta gli annunci in stazione
erano diffusi anche in lingua inglese: a Trani no . Eppure Trani si vanta di essere città turistica.
Insomma, prima ci ridimensionano l'ospedale, ora la stazione ferroviaria. Ma siamo diventati
capoluogo di provincia o un piccolo villaggio sperduto ?
Cordiali saluti.
Armando Di Palma
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(n.a.) Quello che il lettore opportunamente denuncia è un disservizio evidentemente
dipendente dall'ente ferroviario. Però il Comune di Trani dovrebbe essere vigile su problemi di questo
tipo, che recano ulteriore nocumento alle politiche turistiche: non è da città turistica avere una
stazione fantasma nel weekend. Una volta si facevano le battaglie per fare fermare i treni a Trani,
adesso dobbiamo farle per mettere in condizioni i viaggiatori di prenderli. L'avvento dei biglietti on
line e la moltiplicazione delle agenzie di viaggio non possono giustificare scelte così drasticamente
penalizzanti verso una larghissima fascia di utenza che a questi strumenti non è abituata e si
aspetterebbe una stazione viva, con uno sportello aperto e qualcuno sempre dall'altra parte del vetro.