(n.a.) Si può essere tristi nella felicità di un risultato sportivo così importante? Sì, se si pensa a tutti gli anni persi senza avere fatto trasferte con i tifosi del Trani. Un’esperienza unica non soltanto dal punto di vista statistico, ma umano, per quell’arricchimento che una situazione del genere regala a chi il calcio lo ha sempre vissuto da un’altra prospettiva.
Vero è che abbiamo raccontato la partita da un luogo diverso rispetto a quello in cui era assiepata la tifoseria, ma ventiquattro ore totali condivise con loro fra andata e ritorno, pranzo e cena, doppia traghettata, sono bastate per toccare con mano una realtà molto diversa rispetto a quella superficialmente descritta da chi vede i tifosi solo da lontano, senza provare a conoscerli da vicino.
In ognuno di loro c’è la vera passione, l’amore per la maglia della loro, la nostra città, un modo di sentire Trani che è veramente unico perché solo loro ne sono capaci in questa maniera.
Ecco perché, quando la squadra ringrazia i tifosi per il loro attaccamento alla Fortis, non compie un gesto meccanico avanzando in corsa a mani alzate verso di loro a fine partita, né pronuncia una frase fatta, ma riconosce loro il merito di mettere in chi va in campo una benzina speciale.
E allora, per tutto questo, e per quello che non riusciamo neanche a raccontare per le emozioni che ancora proviamo, voto 10 alla squadra, ma voto 11 alla tifoseria, cui va di diritto la copertina di una domenica storica per il calcio tranese.
