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Tarantini: «Gli uffici giudiziari di Trani cadono a pezzi e ci costano un mare di soldi. Non risponderò di eventuali danni a cose e persone»

Pubblichiamo di seguito una nota che il sindaco, Pinuccio Tarantini, ha trasmesso al presidente del Tribunale, Filippo Bortone, in merito all’annosa vicenda delle sedi degli uffici giudiziari.

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Signor Presidente,

non avendo potuto partecipare alla precedente seduta della Commissione di manutenzione e non potendo partecipare alla prossima per impegni istituzionali che mi porteranno all’estero, desidero porgere all' attenzione Sua, del Sig. Procuratore della Repubblica e di tutti gli altri illustri componenti, qualche mia riflessione sulla situazione dell'edilizia giudiziaria di Trani.

Era il 3 giugno 2009, quando Ella convocò una Commissione di manutenzione per il reperimento di" nuovi ed adeguati locali da utilizzare per l'insediamento di tutto il settore civile (con la sezione lavoro) e dell' Ufficio del Giudice di pace". In quella occasione lamentò la "… precaria dislocazione dell'ufficio su ben quattro stabili complessivamente insufficienti - come superficie totale - per le esigenze attuali dell'Ufficio e, con particolare riguardo a Palazzo Gadaleta (ma la situazione in cui versa Palazzo Candido non può certo definirsi adeguata), interessati da importanti problemi strutturali".

Il sottoscritto sottolineò in quella stessa occasione che era presente nel Pug un'area urbanistica dedicata all'edilizia giudiziaria e che comunque sarebbe stata necessaria una verifica accurata tesa ad individuare la superficie complessivamente utile ed adeguata per le esigenze degli uffici che sarebbero stati allocati nella struttura da acquisire. Tutti, e sottolineo tutti, i componenti della Commissione furono concordi nel chiedere all'Amministrazione Comunale di avviare tempestivamente, previa individuazione degli spazi necessari, una procedura di evidenza pubblica per il "... reperimento di una struttura come sopra indicata, comunicandone subito l'esito a questa Commissione...".

Si è proceduto sia alla verifiche tecniche, sia all'avviso pubblico, sia alla richiesta di uno studio di fattibilità, sia all'esame delle offerte. L' esito di tutto ciò è stato il rigetto dell'unica offerta pervenuta e la "raccomandazione", a dir poco pleonastica, all' Amministrazione Comunale ad accelerare il più possibile la conclusione dei lavori del Palazzo Carcano.

Ritengo a tal proposito di dover osservare che il Comune di Trani, istituzione al cui prestigio tengo ovviamente molto, solitamente considerato, come certo è nei sui compiti, fornitore di idraulici, imbianchini, elettricisti, vigilanti, pulitori, telefonini, etc. etc., per una volta considerato stazione di tempestive gare ad evidenza pubblica, ha finito in questo frangente, con l’essere considerato uno scolaretto negligente a cui raccomandare di impegnarsi di più.

L'ordine del giorno della prossima Commissione di manutenzione del 12 luglio prossimo prevede la discussione di lavori di manutenzione al Palazzo Gadaleta, evidentemente necessari dopo la caduta dell'intonaco. Si parlerà sicuramente della necessità di vigilanza in ognuno dei Palazzi di Giustizia, della necessità di reperire nuovi locali per gli archivi, di dove sistemare le schede elettorali attualmente al Palazzo Caccetta etc, etc., per citare solo alcuni dei problemi sui quali con periodicità regolare ci confrontiamo.

Orbene, è trascorso più di un anno da quella riunione della Commissione di manutenzione del 3 giugno 2009, un anno caratterizzato da un intenso dibattito sugli organi di stampa al quale hanno partecipato soggetti istituzionali, politici, associazioni professionali e cittadine, si sono tenuti convegni e discussioni, sono state espresse considerazioni di vario genere.

Sono rimasto estraneo, come ogni componente dell'Amministrazione comunale, al suddetto dibattito pubblico perché come Sindaco di Trani e come privato cittadino nutro il massimo rispetto per le istituzioni giuridiche, autentico pilastro della plurisecolare storia della nostra Città, e ho ritenuto quindi di non interferire nel confronto fra le componenti che vivono quotidianamente le problematiche in questione e di esprimere il pensiero dell'Amministrazione e mio solo nei luoghi specificamente deputati a ciò.

Non posso però rimanere ulteriormente silente poiché credo, a questo punto, che i Cittadini di Trani debbano conoscere dettagliatamente la relazione che ho all'uopo chiesto ai competenti Uffici comunali e che allego a questa mia, sullo stato degli immobili di proprietà comunale o dal Comune assunti in locazione, sedi di uffici giudiziari con particolare riferimento proprio ai palazzi Gadaleta e Carcano. E che debbano conoscere quante risorse economiche il Comune di Trani impieghi per gli stessi e per il funzionamento della giustizia in generale venendo ristorato in media per non più del 40% dal Ministero della Giustizia. E che debbano sapere, come già sanno, che il loro Sindaco desidererebbe che il Centro storico, autentico e definitivo polo di attrazione di quel turismo culturale finalmente divenuto una incontestabile e perdurante realtà cittadina, non fosse più sottoposto all' impatto giornaliero delle centinaia di automobili che lo intasano sia nelle ore mattutine che in quelle serali e notturne.

Desidero infine comunicare ufficialmente che, unitamente ai dirigenti comunali competenti, non intendo assumere oltre alcuna potenziale responsabilità per danni a persone o cose che possano derivare dal permanere degli uffici giudiziari in sedi comunali il cui grado di sicurezza non sia assolutamente comprovabile e comunque rispettoso di ogni normativa vigente e che pertanto faccio voti, Sig. Presidente, a che la Commissione di manutenzione tutta, con lo spirito di collaborazione di cui sono certo, si esprima senza ulteriore indugio su soluzioni e responsabilità condivise, al fine di evitare il disagio certamente conseguente a quelle decisioni drastiche che, in caso di permanenza della situazione attuale, diverrebbero da parte mia ineludibili.

Cordiali saluti.

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