È appena terminata, presso la sede provinciale del Pd, la conferenza stampa indetta per fare il punto della situazione sulle attività dell’opposizione in merito ai recenti concorsi provinciali, di cui si parla anche in altro articolo odierno.
Ecco, di seguito, le principali dichiarazioni rese.
Patruno (segretario provinciale Pd). E’ un ricorso pensato per pochi ed appannaggio di pochi è stato. C’è un ricorso al Tar e su questo confidiamo, ma ci sono anche altre circostanze. In particolare, non si giustifica la posizione di cinque persone nello slittamento delle graduatorie. E poi, troppe stranezze sulle assunzioni su chiamata diretta, che ha riguardato persone che non avevano passato le selezioni. Le risposte non ci sono arrivate, attendiamo un consiglio provinciale monotematico, il 7 marzo, perché si faccia tutta la chiarezza possibile sul caso. Ma nel frattempo non potevamo non interpellare sul caso il ministro Brunetta.
Boccia (deputato Pd). Lo strumento dell’interpellanza che abbiamo scelto obbliga il governo a risponderci al massimo entro lunedì della prossima settimana. Perché Brunetta? Perché questo concorso va fermato a tutela dei ragazzi che in buona fede vi hanno partecipato. Oltre settemila persone che hanno nutrito fiducia nei concorsi, ma che forse adesso stanno scoprendo che quasi tutto è stata una farsa. Eppure proprio questo doveva essere il momento cardine della nuova provincia in fatto di trasparenza. Invece, a guardare quello che è accaduto e, sopratttutto, la circostanza che vede un assessore di Minervino diventare vincitore di concorso, abbiamo la precisa sensazione che ci sia qualcosa che non va, per usare un eufemismo. Ed allora, ad un paladino della trasparenza come Brunetta diventava atto dovuto chiedere cosa ne pensi. E ci rivolgiamo a lui perché, a livello locale, l’assenza di risposte denota soltanto grande arroganza, come se chi sta amministrando la provincia se ne senta il padrone. Noi vogliamo che si attivino le procedure di autotutela, ci si fermi e si riparta dal punto zero di questa spiacevole vicenda. La magistratura amministrativa farà a sua volta il suo corso.
Laurora (consigliere provinciale Udc). Sembra che tutto sia legato ad una strategia complessiva molto chiara. Noi da tempo avevamo chiesto all’amministrazione provinciale chiarimenti sui criteri poco ortodossi adottati, ma anche in quel caso ricevevamo in cambio solo silenzi e perseveranza in un’azione che oggi ha prodotto i frutti che sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutto. L’arroganza è stato il comune denominatore, ed oggi va da sé che dovevamo attivarsi in ogni maniera per noi utile affinché si ponga un freno prima che sia troppo tardi.
Lodisposto (consigliere provinciale “La buona politica”). Peraltro, sulla trasparenza già avevamo lamentato il modo con cui erano state condotte alcune gare, tra cui gli arredi della sede provinciale. Ma qui si è superato ogni limite e le incongruenze sono infinite, dalle posizioni di tanti soggetti ai tempi degli atti amministrativi. E adesso c’è un altro grosso appalto sul quale presto ci esprimeremo.
Patruno. Il bando ha riguardato otto categorie di concorso per 23 posti. Altre 20 venivano dagli scorrimenti. Altre 8 dovevano individuarsi con le mobilità, per un totale di 51. Ma gli assunti sono 56. Ed attraverso questo meccanismo sono state escluse a priori decine e decine di persone che avrebbero avuto diritto a partecipare. Quindi, abbiamo da una parte persone illegittimamente escluse, altre assunte a zonzo tra Minervino e Canosa. Canosa bandisce un suo concorso, la Provincia dice di avere esaurito le graduatorie e, allora, attinge da Canosa: è accaduto esattamente il contrario.
