«Le novità sono sempre così, abbiamo bisogno di un periodo di assestamento». Sembra questo lo spirito generale che aleggia sul mercato alimentare nella nuova sede di piazza Madre Teresa di Calcutta. Dal piazzale Campo dei Longobardi, il mercato è stato trasferito presso la suddetta piazza.
Come è risaputo, piazza Longobardi è stata chiusa perché sarà rifatta a nuovo e, tra 200 giorni, sarà consegnata alla città. Per tale motivo l'assessore alle attività produttive Luca Memola, in accordo con i colleghi Paolillo e Di Savino, ha comunicato il trasferimento del mercato alimentare nella nuova sede di piazza Madre Teresa di Calcutta "unendolo" al mercato non alimentare. In tutto dovrebbero essere 29 i commercianti che saranno nella nuova piazza, divisi così: 4 fruttivendoli, 8 produttori agricoli, 4 commercianti di olive e altri prodotti, 6 commercianti di dolciumi, 2 di polli arrosto e 5 di salumi. Inoltre, l'assessore comunica che vi sarebbero altri 8 spazi disponibili.
Ma i commercianti cosa ne pensano? Abbiamo fatto una passeggiata nell'orario di punta, dalle 10 alle 11 del primo martedì. Qualche curioso, poco più di una cinquantina di persone in totale che giravano per il mercato. Abbiamo chiesto agli ambulanti come stesse andando la giornata lavorativa. Solo due fruttivendoli ci hanno detto che la situazione era positiva. «Come prima giornata, poteva andare peggio», ci hanno detto i due. Diversi i toni di alcuni commercianti di salumi: «Siamo inoperosi da questa mattina, non è venuto nessuno». Ancora diverse le lamentele dei commercianti vicini all'uscita della 16bis che si sono lamentati per la velocità con la quale sfrecciano le auto e la lontananza dal centro. «Gli anziani non arrivano fino qui, e poi siamo troppo lontani dal mercato settimanale di via Superga. Non siamo stati pubblicizzati, la gente non lo sa che siamo qui».
Queste le più grandi lamentele dei commercianti, preoccupati anche della sorta di divisione che si è creata tra chi ha il camion sul marciapiede e loro che sono sulla strada. Chi ha i camion sulla piazza infatti volge le "spalle" a chi è sulla strada creando così un muro divisorio che non permette alla gente di guardare equamente la merce. Più duro un signore, cliente di un commerciante d'olive che abituato alla vecchia sede si è ritrovato a dover affrontare un cammino più lungo del solito per poter fare la propria spesa: «Certo, chi ha scelto questo luogo ha una capacità di discernimento notevole (diceva in maniera ironica), tanto loro sono seduti sulle loro poltrone e a noi tocca muoverci». Insomma, la puzza di piazza Longobardi non circola più nell'area del mercato alimentare, ma nel mercato pare che al momento non circoli neanche molta gente.
Per la maggioranza dei commercianti però ci sono aspetti positivi: la zona nella quale è stato messo il mercato ora è molto più popolosa e probabilmente nel tempo vedrà molti più clienti affacciarsi. Ma hanno paura che la disponibilità economica sia diversa. La distanza dalla vecchia sede comporterà sicuramente una perdita di clienti, ma, come ci ha detto il signore con il camice bianco dietro alla sua bancarella di dolciumi dal lontano 1961: «Bisogna attendere, i cambiamenti sono così».
In ultimo ci avvicina un ragazzo che vende ortaggi facendo la propria "proposta": «Ci vorrebbero gli autobus gratis che dal centro portino qui la gente». Questa frase ci ha fatto pensare a quella storia di un ragazzo che non riuscendo a saltare sul somaro, chiese a sant'Antonio la forza per farcela e il santo gliene diede così tanta da farlo cadere dall'altro lato: Troppa grazia sant'Antonio! Urlò il ragazzo, in questo caso si potrebbe urlare: troppa grazia Sant'Angelo.
Donato De Ceglie