«Ci sono problemi urbanistici. Lì non possiamo andare». Salta per la seconda volta, dunque, il trasferimento della sede di Amet Spa. La prima, il capannone di via Papa Giovanni XXIII, è finita a carte bollate con il proprietario che chiede i danni alla società elettrica. La seconda, l’area del mai realizzato ex mercato ortofrutticolo, è tramontata ancora prima di sorgere.
Eppure, proprio il presidente in carica di Amet, Ninni De Toma, aveva annunciato ufficialmente questo progetto nel corso del consiglio comunale intorno alle aziende ex municipalizzate, tenutosi lo scorso 8 ottobre. Ieri, però, durante la conferenza stampa sui parcheggi a pagamento, De Toma quasi a stento ricordava le cose che aveva detto. Avendogliele ricordate noi, ha messo lui stesso la pietra tombale sull’ipotesi del mercato ortofrutticolo: «Ci sono problemi urbanistici».
Il vero problema, a questo punto, è decidere cosa fare. Se il sindaco vorrà ancora il centro congressi con annesso teatro, l’Amet dovrà trovarsi una terza sede. L’unica possibile sarebbe adesso l’ex palazzo di vetro in via Montegrappa, giacché Elgasud emigra da Trani. Ma anche questa sede è da verificare nella sua funzionalità per le esigenze di Amet.
Molto più probabile che Amet resti in piazza Plebiscito, ma questo punto tramonterebbe il teatro, da realizzarsi proprio al posto della sede di Amet, mantenendone la palazzina liberty come foyer. Ed il Supercinema, intanto, sarà in ogni caso demolito.
In allegato, il passaggio video della conferenza stampa di ieri. E pensare che la notizia è nata dal problema dei pullman parcheggiati all’esterno di Amet.
