Sono quattro, per il momento, i rinvii a giudizio che il Gup, Grazia Caserta, ha disposto accogliendo la richiesta formulata dal Pm, Antonio Savasta, in merito alla cessione a privati del terreno di corso Imbriani dove un tempo sorgeva la cabina elettrica dell’Amet e, adesso, invece, un palazzo.
Il provvedimento è la conseguenza di un’inchiesta nata nel 2006 dopo l’aggiudicazione della gara indetta dall’Amet per la vendita di quel terreno. Secondo l’accusa, gli imputati «in concorso tra loro, al fine di escludere altri partecipanti da una gara pubblica per la vendita di un suolo nel comune di Trani, hanno indirizzato mediante artifizi e illegittimità procedurali l'esito dell'appalto a favore di una impresa del posto». Le ipotesi sono "turbativa d'asta" ed "abuso d'ufficio".
Il Gup ha rinviato a giudizio l’ex presidente di Amet, Alfonso Mangione, e tre componenti la commissione che aggiudicò l'appalto: Giuseppe Affatato, Salvatore Leggieri e Vincenzo Piizzi.
La dottoressa Caserta, invece, ha ordinato ritrasmesso alla Procura gli atti riguardanti la posizione degli altri tre soggetti coinvolti nell’inchiesta – l’ingegner Mario Albanese ed i costruttori Gerardo e Nicola Graziano – perché riformuli in maniera più chiara il capo d’imputazione che li riguarda. L’accusa, dal canto suo ha sempre sostenuto che «gli indagati hanno fatto in modo che alla gara partecipassero solo due ditte facenti comunque capo allo stesso soggetto, trasformando sostanzialmente l'appalto in una trattativa privata».
