Si è conclusa con successo la rassegna teatrale “A teatro con mamma e papà” ,organizzata dalla libreria “Miranfù” e dall’Assessorato alla cultura.
“I vestiti nuovi dell’imperatore” è il titolo dello spettacolo messo in scena dalla compagnia “Il carro dei comici”, a conclusione di questa breve esperienza di teatro per i più piccoli, che per il secondo anno consecutivo, ha riscosso tanto successo.
Quattordici attori in scena per raccontare una delle fiabe di Andersen più note di tutti i tempi, nella versione di Gianni Rodari.
Il padroncino, protagonista della rappresentazione, è stufo dei soliti personaggi e delle solite fiabe e questa sera vuole vedere un recita, non leggere una favola. Vuole vedere “I vestiti nuovi dell’imperatore”.
Tutti i personaggi abbandonano i loro ruoli per vestire i panni dei personaggi di questa storia. Tornano in scena trasformati e si ritrovano alla corte di un imperatore un po’ troppo ambizioso che desidera qualcosa di nuovo da indossare.
Accecato dalla sua voglia di potere, l’imperatore accoglie alla sua corte due sarti ingannatori che portano la soluzione al suo problema: un vestito fatto di una stoffa talmente pregiata da essere praticamente trasparente. Una stoffa che può essere vista solo dagli intelligenti e dagli onesti.
Dopo la regale vestizione, tutta la corte, caduta nel tranello, acclama l’imperatore. Solo un bambino dice la verità: “L’Imperatore è nudo!”
Così si conclude la rappresentazione semplice, coloratissima e dall’impatto immediato.
Gli eroi della storia sono proprio loro, i bambini che non hanno paura della verità. Parlano per dire quello che vedono con i propri occhi, non quello che l’imperatore vede nel suo specchio incantato.
E questo momento è stato dedicato proprio ai bambini, protagonisti indiscussi della serata, organizzata da Enzo Covelli, direttore artistico della rassegna, che si è detto molto soddisfatto della buona riuscita dell’iniziativa.
L’auspicio è che tutto questo possa ripetersi, che possa diventare un appuntamento fisso per questo pubblico così numeroso.
Neliana Pansitta