Come aveva anticipato il sindaco, Pinuccio Tarantini, in un’intervista rilasciata ieri alla Gazzetta, soltanto un lato della “nuova” piazza Longobardi sarà congiunto con le pareti degli stabili che si affacciano su quel sito.
La decisione è giunta ieri sera, al termine di una riunione nel palazzo di città, determinata anche e soprattutto dall’acquisizione di un’istanza, a firma del cittadino Dino Lobascio (residente e commerciante in piazza Longobardi), accompagnata da almeno duecentocinquanta firme.
Duecentocinquanta firme «per dare forza ad una protesta legittima e civile. Da quella inscenata nei giorni scorsi sul luogo da alcune persone, invece – precisa Lobascio -, devo prendere totalmente le distanze perché non mi ci riconosco».
L’azione di Lobascio mirava a dimostrare la presunta discordanza fra l’aspetto che piazza Longobardi sta assumendo e quello mostrato nel grafico a corredo del cartello dei lavori esposto sul cantiere. «Tutti gli abitanti del quartiere e gli esercenti di zona – dice Lobascio - si aspettavano che i lavori di rifacimento della piazza fossero, appunto, solo di “rifacimento”, ma nessuno poteva mai immaginare che i lavori della piazza stravolgessero totalmente anche la viabilità della piazza stessa. Infatti il progetto esposto, alquanto ingannevole, lascia intravedere che la viabilità della piazza rimane invariata. Dal momento in cui, però, è cominciata a circolare voce che sarebbero state chiuse ben due strade della piazza, creando così innumerevoli disagi, ho deciso di depositare al Comune un’istanza per visionare il progetto».
Un’azione legittima e civile che ha convinto chi di dovere a rivedere in parte il progetto, anche per favorire celermente eventuali soccorsi. A questo punto vi è da chiedersi se i duecentocinquanta firmatari pacifici ed i manifestanti riottosi saranno tutti d’accordo.
