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Legambiente, l'ultima provocazione: «I bagnanti delle spiagge di Trani? Pirla dell'Adriatico»

Esattamente un anno fa eravamo compiaciuti della riconquista della seconda vela sulla ‘Guida Blu’ che il Touring club pubblica annualmente insieme alla Legambiente.

Anno 2011: rimaniamo rammaricati dal constatare che, come in un perverso gioco dell’oca, siamo ritornati alla casella di partenza ed abbiamo perso quel piccolo ma significativo premio che poteva elevare Trani a località turistica, e perché no, balneare.

Ebbene siamo realmente sconfortati perché migliorare la fruibilità balneare di Trani appare sempre più un’impresa titanica. Di questo ne siamo più che convinti dopo aver fatto ben quattro giorni di ‘Spiagge pulite’ con il meraviglioso ed entusiasta coinvolgimento di volontari, studenti, detenuti, ed aver rilevato che le stesse spiagge bonificate dai rifiuti a distanza di poche ore dalla pulizia erano nuovamente sporche.

Se avessimo la possibilità potremmo scrivere dei romanzi sull’inciviltà dei bagnanti. Dimmi che rifiuto lasci e ti dirò chi sei. Flaconi di crema abbronzante, bottiglie d’acqua ancora sigillate ed abbandonate con il loro prezioso contenuto solo perché riscaldate dal sole; cartocci di focaccia maleducatamente fissati sui ciottoli con i sassi per non farli volare; cartoni di pizza con nobili frammenti di bordo abbrustolito a testimoniare la lieta serata passata con gli amici; assortite bottiglie di birra; preziose bottiglie azzurrognole di vodka keglevick ad indicare la volontà di sballo adolescenziale; assorbenti di neonati (inconsapevoli testimoni dell’inciviltà dei loro genitori). L’elenco potrebbe continuare all’infinito.

Inutile dire che la cosa più sconvolgente rimane lo sguardo esterrefatto dei bagnanti che guardano l’incomprensibile gesto di civiltà dei volontari, a loro giustificabile solo invocando un lauto quanto fantomatico compenso economico. Ma forse la cosa più assurda risulta essere la sempre più frequente situazione di teli da mare candidamente distesi su un substrato di rifiuti. Che dire? Rifiuti sotto…, e rifiuti sopra.

L’edizione del 2011 di spiagge pulite si connota per lo scoraggiante incremento dei rifiuti abbandonati sulle spiagge, ma soprattutto per la crescita di inciviltà dei bagnanti.

E’ avvilente constatare che sono sempre meno coloro che sono disposti a riportarsi i rifiuti indietro per conferirli negli appositi contenitori o nei cassonetti. Incredibile, per molti, portare i propri rifiuti a casa propria o al di fuori dell’area costiera appare un gesto sconvolgente ai limite delle possibilità umane. Se poi si dovesse avere l’azzardata idea di bonificare dai rifiuti la piccola area intorno al proprio telo da mare si correrebbe il serio rischio di passare per pericolosi rivoluzionari.

Sembra una lotta improba tra i pochi volontari che continuano a credere nella possibilità di civilizzazione dei bagnanti, ed i sempre più numerosi bagnanti che continuano ad incrociare le braccia, sporcando quanto più possibile con l’assurda pretesa che devono essere sempre ‘gli altri’ a pulire le loro nefandezze. Già, ma chi dovrebbero essere, gli altri? I volontari? Gli operatori dell’AMIU? I delegati dall’Amministrazione comunale? Siamo sempre più convinti che l’inciviltà, rilevata anche dagli atti di vandalismo sulle balaustre in legno della seconda spiaggia, costano economicamente alla collettività molto più di un’opera capillare di civilizzazione fatta sin dalla più tenera età. E’ per questo che con indomita testardaggine abbiamo condotto il nostro prezioso operato sino alla  ventiduesima edizione di spiagge pulite.

Vorremmo, provocatoriamente, proporre un fruttuoso scambio di abitanti Italo-Svedese.

Un fantastico ma beneaugurante scambio interpersonale ed interculturale. Siamo sempre più convinti che se prendessimo cinquantamila abitanti (compresi gli amministratori comunali) di Stoccolma (Svezia) e li portassimo a vivere nella nostra città guadagneremmo le cinque vele in un solo anno ed avremmo le spiagge più belle d’Italia. Purtroppo è altrettanto vero che i cinquantamila tranesi si farebbero riconoscere anche nella nordica Europa ed insozzerebbero inverosimilmente i prati, i giardini, la costa della capitale svedese.

Se non ne siete ancora convinti, e se avete lo stomaco robusto, date uno sguardo al degrado che attanaglia la seconda spiaggia.

Forse Trani non è mai stata la ‘Perla dell’Adriatico’, ma sicuramente molti bagnanti sono dei veri ‘Pirla dell’Adriatico’. 

Avv. Pierluigi Colangelo - LEGAMBIENTE - Circolo di Trani

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