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Referendum, Cialdella (Pri). «Questi sì avranno molti effetti collaterali»

In democrazia contano i numeri, le maggioranze, ed oggi in Italia la maggioranza, sia pur non ampissima, ha deciso di abrogare alcuni articoli di varie leggi.

In molti oggi stanno salendo sul carro dei vincitori e stanno decretando il vero scopo di questi referendum che in tanti paventavano, e che molti organizzatori si guardavano bene dallo sbandierare, quello politico.

Anche coloro che in questa campagna elettorale hanno taciuto o non si sono ufficialmente schierati oggi si prendono i meriti di una vittoria.

Coerentemente e fiero di aver preso una posizione oggi sconfitta mi chiedo chi ha vinto?

Anzi  alla luce dei risultati e degli effetti del referendum la domanda è chi ha perso?

A mio sommesso parere oggi ha perso l’Italia e gli italiani.

Per la sete di giustizialismo e per punire un Premier che con la sua maggioranza, da noi democraticamente eletta, ha fatto leggi ad personam, ed oggi la stessa democrazia con un processo sommario ha condannato lo stesso Premier con un referendum ad personam.

Tutto normale e tutto democratico se non ci fossero danni collaterali.

Il problema invece è che sono stati usati artatamente ed a grande effetto temi di largo interesse popolare in modo subdolo, con slogan ad effetto che hanno fatto facile presa.

L’acqua bene comune sarà gestita sempre peggio con carrozzoni clientelari e spreconi , come avviene già in puglia, dove si  pagano tariffe molto alte a fronte di servizi pessimi.

L’energia sarà sempre più un problema nazionale e se non saranno prese decisioni coraggiose per far sviluppare nuove tecnologie rinnovabili e non purchè più sicure, la dipendenza da altre nazioni, che non si fanno scrupoli di usare obsolete tecnologie anche sulla nostra pelle tenendoci  sotto scacco,  ci farà sempre più arretrare relegandoci agli ultimi posti in campo tecnologico e conseguentemente economico.

Oggi le società quotate in borsa che si occupano di energie rinnovabili festeggiano rialzi perché potranno fare sempre più affari, non sempre puliti come l’energia che producono, anche se non risolveranno completamente e definitivamente i nostri problemi e continueranno a farci pagare un prezzo molto alto in tutti i sensi.

Probabilmente solo le società che gestiscono acqua ed energia sono i veri vincitori di questi referendum insieme ai promotori che prenderanno un cospicuo rimborso elettorale ed hanno ragione di festeggiare.

Io invece piango non per una sconfitta personale ma per una sconfitta del nostro futuro e di quello delle prossime generazioni che pagheranno il prezzo più alto di questa illusoria vittoria.

L’unica speranza è che passata la sbornia di questi risultati “vincitori” e “vinti” possano ritrovarsi a discutere e trovare le soluzioni migliori per assicurare a tutti un futuro migliore, scevri da ogni condizionamento ideologico o politico estraneo all’oggetto della discussione  cominciando proprio dall’acqua ed energia.

C’è ancora spazio per ripensamenti (Bersani docet e non è l’unico) ma le scelte specialmente se condivise da tanti devono tendere al bene comune e non più usati come oggetto di “guerra” politica.

Vito Cialdella PRI Trani


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