L’Amet vorrebbe uscire dalla Stp, lasciando ad altri il pacchetto azionario del 44 per cento. La notizia l’ha diffusa in consiglio comunale il consigliere comunale del Pdl, Mario Troysi, riferendo che «il presidente ed amministratore delegato di Amet Spa, Savino De Toma, ha nominato un advisor per la cessione delle sue quote in Stp. Purtroppo è un’azione sua, nella quale le parti politiche non sono state chiamate ad alcun confronto. Siamo rammaricati anche per altre scelte arbitrarie come quella, per esempio, di investire nel fotovoltaico piuttosto che per il gas. E tutto questo mentre l’azienda è sempre più in perdita e rischia di falire».
Su De Toma, inoltre, il consigliere Dino Marinaro è tornato ad ipotizzare, come già aveva fatto in un precedente consiglio comunale, un presunto conflitto d’interessi fra la sua carica di Ad di Amet e quella di procuratore della Ghibli, società operante nel fotovoltaico. Ipotesi cui si si è associato anche lo stesso Troysi, invocando trasparenza.
Nel frattempo, però, l’altro socio uscente della Ghibli, Alfonso Mangione, chiarisce che «la società Ghibli è stata ceduta dal sottoscritto e da De Toma, l’altro socio, a gennaio 2011, alla Ricciarelli Spa. In ogni caso, la procura di De Toma era già scaduta prim’ancora che s’insediasse in Amet, allo stesso modo in cui anch’io non ho mai avuto sovrapposizione alcuna di cariche fra la mia presidenza di Amet ed il successivo ingresso come socio in Ghibli».
Tempo ventiquattr’ore ed anche De Toma potrà rispondere alla stampa nell’incontro convocato per domani in piazza Plebiscito sui progetti a breve, media e lunga scadenza dell’azienda. E chissà se annuncerà nuovamente querele, come già fatto nella prima occasione in cui Marinaro sollevò il poblema della presunta incompatibilità.
