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VIDEO. «Night clone card». La Procura di Trani decapita una sofisticata organizzazione internazionale

È disponibile, in allegato, il video relativo alla vasta truffa concernente le carte di credito stata stanata dalla Procura della Repubblica di Trani grazie all’operato della Polizia postale di Roma e Bari.

Sessantadue gli arresti eseguiti, 73 quelli ordinati, tutti in Bulgaria, grazie ad una rogatoria internazionale resa possibile con la collaborazione delle autorità balcaniche.

Bulgari i vertici dell’organizzazione criminale, che clonava le tessere e riusciva a prelevare fondi da un enorme numero di ignari clienti. Sono state le denunce di utenti molfettesi e tranesi, che avevano visto sparire alcune centinaia di euro dai loro conti, a mettere in moto la complessa inchiesta.

Di sicuro, il danno è ingente, tanto che sono stati sequestrati beni per un valore di circa 15 milioni di euro.

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I particolari sono stati resi noti in una conferenza stampa del procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, tenutasi a palazzo Beltrani.

Trani, dunque, ombelico della lotta internazionale vincente al crimine. L’operazione “Night clone card” ha permesso di sgominare un’organizzazione internazionale super radicata e straordinariamente evoluta. Una procura di Provincia indaga e stana un colosso del crimine innescando un processo virtuoso di cooperazione fra stati e forze di polizia.

Ecco le principali dichiarazioni rese nella conferenza stampa sull’operazione.

Giuseppe Tarantini (sindaco di Trani). Siamo onorati della scelta di palazzo Beltrani come sede della conferenza stampa, simbolo di una cooperazione anche e soprattutto in chiave internazionale.

Carlo Maria Capristo (Procuratore capo di Trani). Oggi possiamo dire di avere decapitato una centrale del crimine organizzato nel settore della carte clonate e riciclaggio di denaro. L’attività d’inchiesta è partita tre anni fa, sotto il coordinamento del pm Cardinali e grazie al prezioso lavoro della Polizia postale e della Polizia di Stati, sia locale, sia di Roma. A loro va un sentito grazie, ma anche a “Eurojust”, organizzazione internazionale che sostiene la magistrature nelle rogatorie all’estero, e ad “Europol”, che ci ha consentito di effettuare gli arresti in contemporanea. Vi è stata, insomma, una grossa sinergia che ha permesso a noi, piccola Procura di provincia, di sgominare una vasta rete internazionale con l’arresto di 62 persone di nazionalità bulgara, dedita alla clonazione di carte di credito ed al riciclaggio dei relativi proventi. La gran novità, nei provvedimenti, è stata caratterizzata dal sequestro di beni in equivalente, e quindi beni mobili ed immobili per 15 milioni di euro. Nel giro rientravano anche Spagna, Polonia, Russia, Stati uniti, Kenya e Sud Africa. Durante gli arresti sono state eseguite anche perquisizioni, con il relativo sequestro di un ingente numero di strumenti atti alla clonazione delle carte. I due gruppi erano attivi a livello mondiale e traevano profitti per 150mila euro a settimana. L’indagine è nata casualmente, grazie all’inceppamento di sportelli Atm a Trani e Molfetta. E si è arrivati a soggetti di nazionalità bulgara. Questo fenomeno, che pareva limitato ad un profilo nazionale, si è subito rivelato di carattere internazionale. La centrale operativa era a Sofia, che trasmetteva poi i codici a Milano, sempre a bulgari, che provvedevano a monetizzare, prevalentemente di notte, motivo della denominazione dell’operazione. In un gioco di scatole cinesi, il denaro sottratto veniva speso ed investito in attività apparentemente lecite. Le ordinanze emesse sono 73, eseguite 62, i sequestri patrimoniali per 15 milioni. La stima del provento è di 50 milioni di euro. E nelle centrali di Sofia vi erano ance autentici corsi di formazione per rendere le cellule mondiali dell’organizzazione all’altezza del compito. L’indagine dovrebbe produrre altri risultati.

Maria Grazia Caserta (in rappresentanza del presidente del Tribunale di Trani) E’ un’operazione che dà lustro e prestigio a tutto il tribunale di Trani.

Kamen Mihov (Capo direzione della cooperazione internazionale della Procura generale di cassazione della Repubblica di Bulgaria). Con i colleghi italiani abbiamo ricomposto un grande mosaico. Noi ci abbiamo messo l’ultimo pezzo. Il nostro ruolo è consistito in tre punti: arrestare tutti gli indagati; raccogliere tutte le prove di reato; sequestrare tutto il frutto dell’attività di reato. Da noi l’operazione si è denominata “shock”, perché tale è stato il risultato sui delinquenti arrestati in due giorni. Siamo arrivati ad impiegare fino a cinquemila poliziotti fra la ricerca dei responsabili, il sequestro del materiale e dei beni e la chiusura delle frontiere. Adesso il nostro compito è consegnare gli arrestati in Italia. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza la professionalità dei colleghi di Trani.

Polizia postale spagnola. Siamo felici di condividere il felice risultato di quest’operazione di polizia internazionale. E’ stata un disarticolazione completa, sia dal punto di vista operativo, dia dal punto di vista finanziario. Da noi la cellula si radicò nel 2006 e, da quel momento abbiamo svolto venti operazioni con l’arresto di 104 criminali. In questo modo abbiamo potuto rendere informazioni importanti a livello europeo, rendendoci conto che il problema spagnolo era anche italiano e bulgaro. Vogliamo continua a collaborare per prevenire il problema, anziché reprimerlo.

Capristo. Infatti, siamo accomunati dall’obiettivo di dare sicurezza alla nostra gente europea. Ed auguro alla Bulgaria di entrare quanto prima nel contesto europeo. Da Trani parte un messaggio di serenità alle nostre famiglie ed ai nostri figli.

Le foto sono di Luciano Zitoli

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