Dalla sera alla mattina la piazza è la stessa, il colpo d’occhio diametralmente opposto: da stracolma a vuota, ricca di suoni e colori a piena di bianco e silenzi. In un caso e nell’altro, però, è sempre la “nuova” piazza Quercia.
In realtà, di nuovo c’è poco, perché questa piazza appare la più vicina alla “piazza Arsenale” di prima memoria, che richiama alla mente anche e soprattutto quella provvidenziale scelta della famiglia Antonacci di donarla alla città in cambio della non edificabilità su quel suolo. «In questo modo si è creata questa splendida soluzione di continuità rispetto alla conformazione del centro storico – ha detto il sindaco, Pinuccio Tarantini – che rende davvero così unico il cuore della nostra città».
Dicevamo del bel colpo d’occhio serale, con la piazza ordinatamente gremita di pubblico per assistere ad uno spettacolo che avesse sullo sfondo il porto e la cattedrale. Molto bella, però, anche l’immagine aerea (grazie alla gentile collaborazione del Marè resort) di una distesa di pietra bianca di Trani che abbraccia il porto e lascia che lo sguardo si spinga fino al duomo ed anche oltre, verso un orizzonte che Trani, dallo scorso 3 luglio, mira con una certezza in più, quella di una piazza senz’auto e, nella sua bianca nudità, così unica.
Molti lamentano l’aspetto apparentemente spoglio della piazza, ma noi preferiamo parlare di sobrietà ed essenzialità. Ammesso e non concesso che manchi qualsiasi forma di arredo urbano al centro della piazza, bisogna ricordare che il geometra Saverio Pinto, progettista e direttore dei lavori per conto dell’Ufficio tecnico, ha rispettato le rigide disposizioni della Soprintendenza, che ha autorizzato la realizzazione di sedili (sempre in pietra) solo intorno alle palme che costeggiano palazzo Quercia. Di sicuro, è terminata la lunga era del parcheggio automobilistico, ed oggi piazza Quercia, per la prima volta, è pavimentata e, così diventa “agorà”, luogo privilegiato per l’aggregazione, l’incontro e lo scambio di esperienze della gente. Anche senza arredo urbano.
Ricordiamo che a fine settembre riprenderanno i lavori per completare la strada confinante con la piazza e la banchina. «Questa suddivisione si è resa necessaria – ha spiegato il sindaco - per consentire un regolare svolgimento delle attività turistiche e culturali durante l’estate senza intoppi o cantierizzazioni». Il costo totale dell’opera, comprensivo dei lavori di restauro di via Statuti marittimi, è di 850.000 euro.
Detto della piazza, una nota di merito va anche alla sua serata inaugurale, dapprima con la cerimonia formale a cura dell’amministrazione comunale (curata nei minimi particolare del responsabile dell’Ufficio cerimoniale, Felice Di Lernia), poi con il concerto della Grande orchestra italiana offerto dalla società Seca, di Trani, del direttore commerciale Natalino Pagano.
Una serata è doppiamente piacevole per il senso di spazio ed ordine che la piazza emana, ma anche per una manifestazione che, nel suo complesso, è parsa piacere al folto pubblico nella misura in cui la gente è sempre rimasta lì fino alla fine, occupando tutte le sedie disponibili e mostrando di gradire.
Sicuramente ha gradito il qualificato parterre, dal vicario generale della Diocesi, Mons. Savino Giannotti (che ha benedetto il luogo) al Prefetto Carlo Sessa, dal Procuratore Carlo Maria Capristo al consigliere nazionale del Csm Filiberto Palumbo. Merito soprattutto della formazione diretta dal Maestro Simone Mezzapesa, che ha scelto e proposto un programma ricco e molto variegato, nel quale si sono esaltati a turno il patrimonio lirico italiano, i grandi successi della musica leggera nazionale ed internazionale, evergreen americani e latini.