In uno scenario di complessivo ordine e controllo, quindi di serenità, la prima fase di festa patronale ha fatto registrare due episodi di cronaca dalle circostanze quanto meno singolari.
Ieri sera, in piazza Tiepolo, un giovane aveva sottratto una sedia artistica in legno dalla bancarella di un ambulante extracomunitario. Subito dopo, pur dandosi a precipitosa fuga, veniva raggiunto dal commerciante che aveva subito il furto con destrezza. Il ragazzo, che in un primo momento aveva accennato a chiamare degli amici per risolvere con la forza il problema, se l’’è invece vista davvero brutta quando, nel giro di pochi istanti, si vedeva accerchiato da decine e decine di extracomunitari, quansi un centinaio secondo i testimoni oculari: erano i colleghi del connazionale fatto oggetto del furto, che si erano passati voce a tempo di record. A quel punto, vista la mala parata, il ladro lasciava la sedia sul posto e fuggiva via.
Gli ambulanti, soddisfatti per il recupero del manufatto, desistevano da ogni altro proposito bellicoso e lasciavano andare il ragazzo. Una lezione di civiltà e maturità che andrebbe impartita a tutti i nostri connazionali che, invece, spesso si rendono autori di autentici linciaggi, anche per futili motivi, in danno di cittadini non italiani, ancor più se, appunto, extracomunitari.
Intanto, però, stamani due giovani romeni sono stati fermati e denunciati a piede libero perché si preparavano a rubare un’auto in via Trombetta, segnatamente al parcheggio del supermercato all’angolo di via Falcone.
Ad accorgersi della loro presenza ed insospettirsi, il comandante della Polizia locale, Antonio Modugno, che in bicicletta, ed in borghese, era arrivato a Trani dalla sua residenza di Capirro. I due giovani erano a bordo di una moto senza targa e non avevano il casco. Subito dopo, scendevano dal mezzo e cominciavano a perlustrare un’auto parcheggiata lì nei pressi. Modugno, allora, passando da lì nel frattempo una pattuglia di due agenti della Pm, decideva di intervenire insieme con loro bloccando i due giovani e perquisendoli sotto gli occhi di decine fra passanti ed avventori del market. Pur non detenendo attrezzi da scasso, non riuscivano a dare spiegazioni del perché stessero scrutando l’auto e del perché circolassero con una moto non in regola: da lì a poco si sarebbe appreso che il mezzo era stato a sua volta rubato. Da qui il sequestro del mezzo e la denuncia dei responsabili di un furto, di fatto, sventato.
