Il sito internet della Gazzetta del Mezzogiorno ha riportato ieri un'intervista rilasciata a Trani da uno dei magistrati che hanno condotto «le inchieste che hanno segnato la storia giudiziaria dell'Italia degli ultimi trent'anni. Ferdinando Imposimato, penalista e presidente onorario della Corte di Cassazione, si è occupato dell'omicidio Moro, dell'attentato a Giovanni Paolo II, dell'assassinio Bachelet. Instancabile ricercatore della verità dei fatti, l'ex magistrato ha recentemente pubblicato un volume che sta facendo molto discutere, Attentato al Papa. Il mistero di Ali Agca, la scomparsa di Emanuela Orlandi, la strage delle guardie svizzere. Il giudice dell'inchiesta racconta. (Chiarelettere ed., pp. 368, euro 16). Imposimato è in Puglia, nell'ambito della rassegna «Spiagge d'Autore». Ieri sera è stato alla Lega Navale di Trani.
Imposimato, nel titolo del suo ultimo libro sono elencati una serie di avvenimenti, a partire dall'attentato a Giovanni Paolo II. Cosa li lega?
«Sono tutti legati dal complotto contro Giovanni Paolo II da parte dei servizi segreti dell'Est. Una trama ai suoi danni cominciata ancora prima della sua elezione. Il Kgb temeva l'elezione di Woityla, perché era un acceso anticomunista».
E poi entrarono in azione i Lupi Grigi turchi?
«Sì, il Kgb diede incarico ai servizi segreti bulgari, esperti nell'assassinio dei dissidenti, che a loro volta si accordarono con i Lupi Grigi ed è qui che entra in scena Ali Agca. I bulgari erano anche collegati con le Brigate Rosse, infatti è stato proprio occupandomi del caso Moro che sono venuto a conoscenza dei fatti legati all'attentato al Papa».
Giovanni Paolo II però scampò all'attentato, e fu allora, come lei spiega nel libro, che i servizi segreti decisero di sequestrare giovani cittadini del Vaticano.
«Occorre dire che il sequestro di Emanuela Orlandi fu un ripiego, perché nel mirino c'erano le figlie di personaggi più in vista del Vaticano, che però furono informati di ciò che stava per accadere e riuscirono a portare in salvo le ragazze, senza avvisare la famiglia Orlandi. Tutto ciò fu possibile perché nel Vaticano c'erano degli infiltrati».
Giudice Imposimato, ma Emanuela Orlandi è ancora viva?
«Sì, è viva e vive in Turchia, con il suo compagno che è uno dei suoi sequestratori. Fu portata prima in Germania, poi in Francia e infine in Turchia. Ora non ha più interesse a farsi viva, la sua vita è altrove».
[m.g.r.]
