Le emergenze sono sempre difficili da preparare a meno che non si è ben preparati e pronti al peggio. Un treno fermo dal mattino, decine e decine di persone ferme in quella ferraglia sotto il sole d'agosto, ore di silenzio per quanto riguardava le azioni da intraprendere.
La situazione d'emergenza era stata decretata dagli ospiti del Cara di Bari che si erano resi protagonisti di una piccola rivolta. Il treno dei passeggeri diretti a Lecce e Taranto si è fermato a Trani per 7 lunghissime ore. Qualche malore, troppi bagagli, bagni chiusi, nessuna assistenza fino all'arrivo del 118 e della polizia municipale. Nessuno sapeva cosa fare, poi arrivano le direttive: portiamo l'acqua.
Fresca? Neanche a pagarla! E non è un modo di dire. Sono stati spesi infatti 128 euro per 64 confezioni da 32 bottiglie d'acqua minerale al costo di 50 centesimi cadauna presso il deposito di Andrea Pastore in via Perrone Capano.
Prezzo più che normale e gesto apprezzabile quello della fornitura dell'acqua ma, ritornando all'emergenza, bastava solo quella?
L'acqua, peraltro, era anche calda. Forse sarebbe il caso di pensare ad un pool organizzativo per le emergenze? O, almeno, ad un frigorifero ed un bagno per la stazione? Si scherza, ovviamente. Durante le emergenze però si scherza un po' meno.
