Prima i due consiglieri comunali che si scontrano sugli appalti nel campo dei servizi sociali. Ora lo scontro tra un funzionario comunale e un assessore per le rivendicazioni di due dirigenti nominati dall’amministrazione di centrodestra, che chiedono di essere assunti a tempo indeterminato.
Non volendo entrare nel merito della vicenda, ci limitiamo ad osservare che se è legittimo e sacrosanto il diritto dei due dirigenti a rivendicare con un’idonea azione legale il riconoscimento della loro posizione lavorativa, altrettanto legittimo e sacrosanto è il diritto del Comune di Trani di tutelare le proprie ragioni in ogni opportuna sede.
Del resto non è la prima volta che dipendenti comunali agiscono, legalmente, nei confronti del Comune datore di lavoro, citandolo in giudizio.
Certo, in questo caso, la vicenda ha delle particolarità, considerato che i dirigenti in questione sono uomini di fiducia scelti dall’amministrazione e legati al Comune con un contratto di diritto privato. Forse l’azione giudiziaria appare assai poco elegante, ma ognuno agisce come meglio ritiene.
Abbiamo, invece, da dire qualcosa sulla scelta del Comune delle modalità per tutelare propri interessi.
Innanzitutto, non condividiamo la scelta di richiedere un parere (addirittura urgente) sulla vicenda: il Comune dovrebbe resistere in giudizio e solo in un momento successivo, eventualmente, valutare una soluzione transattiva (se così non fosse allora bisognerebbe richiedere un parere su ogni questione).
In secondo luogo, se proprio occorreva richiedere un parere (ripetiamo per noi assolutamente inutile), il Comune di Trani avrebbe potuto ricorrere alla professionalità dell'avvocatura interna pagata per fare questo stesso lavoro. Tante volte l'avvocato del Comune ha difeso in tribunale gli interessi del Comune contro i suoi colleghi.
Quindi, se proprio si vogliono dare lezioni di imparzialità e di trasparenza, allora sarebbe il caso, con tutto il rispetto per l’avvocato nominato, che si provvedesse immediatamente alla revoca della suddetta nomina, non fosse altro per evidenti ed elementari ragioni di conflitto di interessi, qualora dovesse corrispondere al vero il presunto rapporto professionale tra il professionista nominato e l'associazione di categoria degli ufficiali della Polizia municipale. Anzi, in questo caso siamo sicuri che sarà lo stesso avvocato incaricato a declinare l’incarico.
Infine, la cosa più importante. Alla luce di quanto successo, ci chiediamo se a Trani ci sia ancora qualcuno che governa la città. Oppure, ci chiediamo se sia normale minacciare querele tra amministratori e dipendenti pubblici sui giornali. Poiché noi non abbiamo responsabilità amministrative, per il buon nome della nostra città, invitiamo coloro che quelle responsabilità le hanno oramai da tantissimi anni, di evitare che lo squallore e la tristezza di tali vicende pervada ancora la nostra città, riprendendo in mano il bastone del comando considerato che, evidentemente, i “garzoni non sono ancora diventati maestri di bottega”.
Michele di Gregorio - Francesco Laurora (consiglieri comunali Verdi Trani)
