La presenza di due consiglieri regionali di Barletta ha detto il sindaco Tarantini nel suo intervento - la ritengo importante, ma adesso bisogna andare oltre le emozioni. La questione qui è di carattere innanzi tutto amministrativo, non politico. L’attuale governo regionale assunse un indirizzo cui diede seguito: non prese decisioni in proprio, ma delegò alle Asl, di concerto con le conferenze dei sindaci, l’organizzazione delle Asl. Lo strumento fu quello del Piano attuativo locale. Il Pal della Bat approvò un piano di riorganizzazione, e noi sindaci approvammo le istanze venute dal basso. E si decise che le quattro specialità di base dovessero restare negli ospedali esistenti. Il Pal andò al vaglio della Regione, che lo approvò per la sola parte territoriale, ma non per quella ospedaliera. E però non ha ancora detto cosa si vuole fare al posto di quello che i sindaci hanno proposto. Nel frattempo, però, sono accadute altre cose: ci sono fondi Fas da spendere per costruire nuovi ospedali. Il nuovo ospedale di Andria, in particolare, dovrebbe servire i comuni della Murgia, quindi Minervino, Spinazzola e Canosa. Alcuni mesi fa vi fu una conferenza dei sindaci cui prese parte anche l’assessore regionale, Tommaso Fiore. E lì parlò, per la prima volta, dell’eventualità di non prevedere più un ospedale unico Trani-Bisceglie: non ve ne sarebbe stata più la necessità. Invece sarebbe servito un ospedale sulla costa a metà strada fra Barletta e Bari, quindi evidentemente a Molfetta. Per quel motivo lasciai la conferenza dei sindaci, perché adesso voglio comprendere qual è il destino dell’ospedale di Trani nell’ambito dell’intera programmazione della Regione Puglia. Il direttore generale amministra la sanità secondo direttive e risorse che vengono non da lui, ma dalla Regione. Quando il direttore generale mi parlò di una riconversione e mi propose la sede dell’Asl a Trani, gli dissi che non ci sono indennizzi che possono ripagare i cittadini. Lui, e prima di lui il governo regionale, devono invece illustrarci i programmi ed i progetti concreti che mettano da parte l’affettività. Oggi, per quanto mi riguarda, non è tempo di comizi, ma di ricercare tutti insieme soluzioni pragmatiche. Il dottor Mazzilli ha presentato una proposta corretta, ma se accettiamo l’idea che da qui a cinque o dieci anni l’ospedale possa chiudere, come facciamo a richiedere lavori urgenti su strutture fatiscenti? Gli ospedali devono essere moderni, ma anche sicuri. Il governo regionale “deve” farci sapere, con precisione ed esattezza, che cosa intende fare della rete ospedaliera pugliese. So che le decisioni sono difficili, ma chi amministra deve avere il coraggio di prenderle, come ho fatto io tante volte a Trani. Oggi non possiamo opporci a quello che non si fa. Mauro Mazzilli ha fatto una proposta onesta, ma l’onestà non la si cambi con l’arrendevolezza. Allora, ci dicano i loro programmi e noi ci regoleremo di conseguenza. Perché finora nessuno ha avuto le “palle” per dire nero su bianco che l’ospedale di Trani deve chiudere.
