Abbiamo atteso qualche giorno per riflettere con calma prima di commentare, in vista della prossima tornata elettorale, l’attuale situazione politica nell’ambito del centrosinistra tranese ed in particolare il nuovo contesto venutosi a creare a seguito delle elezioni primarie svoltesi domenica 16 ottobre.
Premesso che consideriamo in genere le elezioni primarie un ottimo strumento di democrazia popolare, le stesse risultano particolarmente utili quando servono ad unire ed aggregare più forze politiche, diventano invece inutili e dannose quando al contrario, costituiscono un mezzo per dividere ed alimentare tensioni e polemiche.
Ora, comunque la si pensi, bisogna oggettivamente ammettere che le primarie di domenica sono servite più a dividere che ad unire e per tale ragione a nostro avviso, si è trattato di una scelta affrettata e politicamente inopportuna.
Mutuando quindi la recente consuetudine giornalistica, desideriamo anche noi porgere le ormai fatidiche 10 domande ai protagonisti, parafrasando in questo caso la locuzione latina “cui prodest” ossia, “a chi giova”:
- a chi giova la spaccatura del centrosinistra?
- a chi giova lo svolgimento di elezioni primarie non condivise?
- a chi giova l’averle celebrate in tutta fretta?
- a chi giova non aver tentato sino all’ultimo di individuare una candidatura unitaria?
- a chi giova avere due candidati nella stessa area politica?
- a chi giova contendersi i voti dello stesso elettorato?
- a chi giova deludere le aspettative di molti potenziali elettori?
- a chi giova ripetere l’errore commesso nel 1995 quando il centrosinistra perse le elezioni presentandosi diviso e con più candidati?
- a chi giova il danno d’immagine che comunque ne deriva per la coalizione?
- a chi giova avere il principale partito di centrosinistra spaccato al proprio interno?
Poniamo i suddetti interrogativi poiché risulta veramente difficile comprendere quali siano le ragioni che hanno indotto una importante parte del centrosinistra a commettere errori grossolani che rischiano seriamente di compromettere la possibilità di vincere le elezioni e governare la città.
Così come è altrettanto difficile capire a cosa è servito assumersi la responsabilità di aver ufficialmente sancito l’apertura di una grave crisi nella coalizione.
Perché è chiaro che l’aver autonomamente deciso di svolgere in tutta fretta primarie che si sarebbero potute eventualmente tenere anche tra qualche mese, fa ricadere sui partiti presenti domenica scorsa in piazza della Repubblica, la responsabilità di aver rotto per primi l’unità del centrosinistra. Prima di domenica la spaccatura era una possibilità, dopo è divenuta una certezza.
Ad ogni buon conto, poiché errare è umano ma perseverare sarebbe ancora più grave, è indispensabile trarre insegnamento dagli errori commessi e riannodare rapidamente il filo del dialogo al fine di individuare nel centrosinistra tutto, programmi e percorsi comuni.
Ci si concentri maggiormente sulla condivisione delle idee e dei progetti e non ci si fossilizzi sulle divergenze dei nomi, tutti coloro che nei partiti del centrosinistra hanno la responsabilità delle decisioni diano prova di buonsenso, dimostrino di essere “saggi comandanti”.
“E’ il comandate saggio uno straordinario esempio di abilità e di buon senso, egli non cede mai alla propria rabbia o agli impulsi, non da battaglia spinto dal rancore, evita le scaramucce inutili ed attende con pazienza l’evolversi degli eventi. Egli pensa sempre in termini più ampi. Così egli avanza senza cercare fama, si ritira senza temere la vergogna” (Sun Tzu, Cina, IV secolo a.c.)
Ed è ai “saggi comandanti” della coalizione che desideriamo rivolgere l’ennesimo accorato appello alla reciproca comprensione, unica via attraverso la quale una classe politica seria e matura, può costruire un comune progetto indispensabile per il rilancio della città.
l tempo per lavorare al raggiungimento di reciproche intese non manca, l’unica cosa che giova veramente alla città ed ai tranesi è quella di mandare a casa l’attuale maggioranza di centrodestra, vincendo con il centrosinistra unito le prossime elezioni.
Il vaso di Pandora (portavoce Luigi la Forgia)
