Cercasi bus usato, ma il sedile dell’autista sia rigorosamente nuovo. Questi i requisiti che spiccano nella ricerca di mercato che Amet Spa ha indetto per l’acquisto di una circolare immatricolata non oltre nove o dieci anni fa, del tipo “Euro 3”, ad alimentazione convenzionale e di lunghezza compresa fra gli 8,7 ed i 10 metri.
Le caratteristiche tecniche dovranno essere quelle previste per legge, ma quello che l’azienda di piazza Plebiscito pone in risalto, con caratteri maiuscoli ed in grassetto sottolineato, è che il sedile dell’autista sia NUOVO: «Imbottito, completamente regolabile e con molleggio pneumatico, rivestito con materiale traspirante e conforme alle direttive antivibrazioni».
Amet non indica quanto sarebbe disposta a spendere, ma fissa una data, quella del 16 dicembre (ore 15), entro la quale fare pervenire le proprie offerte. A quel punto, «l’aggiudicazione sarà effettuata nei confronti del concorrente che avrà offerto il prezzo più vantaggioso – scrive il presidente e Ad, Savino De Toma -, sempreché ritenuto congruo ad insindacabile giudizio dell’Amet Spa che, prima di accettare l’offerta proposta verificherà la rispondenza dell’autoveicolo offerto in vendita con le caratteristiche richieste».
Resta da comprendere perché, anziché investire eventualmente su mezzi elettrici e di basso impatto ambientale, parzialmente sovvenzionati con finanzimenti pubblici, Amet ripieghi su autobus usati “Euro 3” di una decina d’anni fa, probabilmente forieri di consumi di carburante elevati proprio a causa dei chilometri percorsi e dell’usura.
Ma di fronte alla lusinga di un prezzo d’occasione è difficile resistere. Sicuramente vi saranno fornitori che non vedranno l’ora di liberarsi di mezzi usati e, di conseguenza, li cederebbero anche a prezzo di realizzo.
Se poi, a completamento di un prezzo ridotto, avessimo anche una larghezza del mezzo leggermente inferiore, allora Amet avrà fatto un altro affare: una circolare più stretta, infatti, non correrebbe mai il rischio di imbattersi in questo triste, ma veramente triste problema.
