Una serata all’insegna della storia e delle curiosità quella passata alla “lounge house” del Cristoforo Colombo, domenica 22 novembre alle 19.30. L’occasione è stata la presentazione del progetto “First”, una fondazione i cui rappresentanti, Paolino Ricciardi e l’architetto Ruggiero Gorgoglione, si sono detti molto entusiasti e propostivi.
Una presentazione molto interessante e intensa, per una fondazione che ha come obiettivi primari quelli della valorizzazione del nostro territorio e dell’approfondimento dell’apparato storico-arstistico-culturale della nostra città. Molti gli aneddoti e le chicche raccontati, tra i quali quella riguardante un editto di Manfredi da cui risale la scelta del martedì come giorno per il mercato cittadino, al fine di evitare che in tutti i giorni della settimana i commercianti delle altre città venissero a “invadere” il territorio, arginando la concorrenza ad un solo giorno della settimana.
Il nome del progetto, acronimo di Fondazione italiana per il recupero delle storie del territorio, si riferisce anche alla volontà di essere sempre i primi, sfruttando le idee di tutti e collaborando a tutto tondo per dare una sferzata a Trani “che sembra ormai una città addormentata”, così come dicono i rappresentanti della fondazione. Il tutto, comunque, è anche finalizzato a dare avvio alle iniziative dei giovani, anche per creare lavoro e cercare di attirare i turisti per più giorni, con interesse al nostro patrimonio turistico-culturale.
Altro obiettivo è quello di promuovere le curiosità del territorio che possono darci un valore aggiunto, divulgare la nostra storicità, conoscere i personaggi a cui dobbiamo molto, sapere il motivo dei nomi di alcune strade, lo studio del perché è nata una città. Portare, insomma, l’esperienza del centro storico anche nella periferia per recuperare un rapporto coi luoghi, anche con occasioni di incontro e divertimento. Si potrà anche uscire fuori dalla realtà tranese per coinvolgere chi di storia non è perfetto conoscitore. Si tratta, insomma, di un progetto ricreativo-storico-culturale.
Le parole d’ordine saranno ricercare, individuare, scoprire, tutelare e divulgare tutto quello che non è ancora stato scoperto a Trani. Interessato al progetto, è intervenuto dal pubblico anche Filomeno Cafagna, autore de “Il destino di un templare”, che ha proposto di riportare in vita il Castello Svevo, allestendolo e arredandolo, anche col lavoro degli studenti che potrebbero impegnarsi in laboratori specifici.
“La finalità primaria, comunque, rimane sempre il territorio che vive uno dei momenti più difficili della sua storia, con una situazione di degrado e di abbandono sul piano progettuale che deve essere ricucita”, aggiungono gli impegnati promotori. E per il momento pare anche che non siano affatto interessati ad una collaborazione con la nostra amministrazione…
Alessandra Cavisi