Casa di vetro sì, ma anche con troppi varchi e falle. Una casa troppo aperta che necessita di misure di sicurezza nell’interesse della pubblica incolumità e della tutela del patrimonio comunale. È questo lo spirito che ha indotto il responsabile del Centro elaborazione dati, Giuseppe Lorusso, ed il comandante della Polizia locale, Antonio Modugno, a predisporre un progetto per la «fornitura e posa in opera di materiale informatico necessario al controllo, monitoraggio, registrazione e sicurezza degli accessi al palazzo di città».
Oggi è stata formalmente aggiudicata ed affidata la relativa gara, cui erano state invitate a partecipare cinque ditte, tre delle quali avevano poi presentato i rispettivi preventivi: il più vantaggioso si è rivelato quello della Seca, di Trani, cui dunque è stato assegnato il servizio per un importo di 148mila euro.
Secondo quanto si legge nella premessa del provvedimento, «il palazzo è dotato di numerosi varchi (d’ingresso e uscita) che rendono impossibile un reale controllo degli accessi alla medesima struttura creando quindi grave nocumento alla sicurezza». Ed ancora, «il cortile posteriore al palazzo di città è abitualmente utilizzato da pedoni e autovetture non autorizzati ad accedervi».
Ma quel che è più grave, all’interno della casa comunale si dà atto che si sono ripetutamente verificati «alcuni incresciosi episodi in danno di dipendenti comunali che hanno subito aggressioni fisiche ad opera di persone che non è stato possibile identificare, l’intrusione nell’Ufficio di gabinetto del sindaco, con contestuale danneggiamento della porta d’ingresso, diversi interventi operati da carabinieri ed operatori della Polizia a tutela dell’ordine pubblico, nonché l’ultimo arresto in flagranza di reato, operato nell’anno 2011 dalla Polizia locale nei confronti di un cittadino, pluri-censurato, il quale, introdottosi nel palazzo di città, faceva richieste che non potevano in alcun modo essere soddisfatte». In altre parole, quasi una giungla per fermare la quale bisognava intervenire così.
