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Mastroserio suona Astor. E domenica Laura Escalada Piazzolla tornerà nella «sua» Trani dopo otto anni

Manca a Trani da almeno otto anni, ma di Trani è sempre rimasta un’ambasciatrice nel mondo insieme con la musica immortale del suo sposo, più che mai vivo nelle corde del ricordo e delle note di una produzione senza eguali.
Laura Escalada, moglie del grande Astor Piazzolla, tornerà a Trani domenica prossima, 5 febbraio, alle 18.30 presso il Museo diocesano, in occasione del secondo appuntamento della stagione concertistica 2012 “Trani Musicarte”, a cura dell’associazione musicale “Domenico Sarro” e della società “Eta Puglia”.
In programma, infatti, vi è un concerto in memoria di Astor Piazzolla, in occasione del ventennale dalla morte del grande compositore di genitori tranesi. Laura Escalada, insieme con il pubblico, potranno chiudere gli occhi e sognare mentre al pianoforte si esibirà il maestro Rosario Mastroserio, con l'inserimento, in alcuni brani da lui eseguiti, di due “tangueri” argentini.
Sarà l’occasione anche, e soprattutto, per rinverdire il forte legame fra la famiglia Piazzolla e Trani, mantenuto saldo grazie all’amicizia indissolubile fra Laura Escalada e l’associazione “Domenico Sarro”, di cui è socia onoraria. Durante gli anni delle sue ultime presenze a Trani si era ripetutamente parlato di istituire a Trani un museo della memoria di Astor Piazzolla, un contenitore che potesse esaltare una serie di reperti appartenuti al Maestro platense ed esaltare la sua immensa produzione. Purtroppo, quel progetto restò una pura bozza di lavoro mai più portata avanti, ma il ritorno della vedova del musicista a Trani riapre le speranze che un segno tangibile della sua memoria veda la luce in città.
Astor Piazzolla nacque l’11 marzo 1921 a Mar del Plata, da genitori tranesi lì emigrati. Nel 1924, la sua famiglia si trasferì a New York, alla ricerca di lavoro, per poi tornare nuovamente in Argentina nel '36, a Buenos Aires. Giovanissimo, Astor intraprese la carriera musicale. Iniziò la sua avventura in un'orchestra che si esibiva nei locali notturni della città, per poi iniziare una proficua attività di compositore. Si spostò a Parigi ove fu accolto da Nadia Boulanger, grandissima  e generosa docente di innumerevoli musicisti del Novecento, e da Alberto Ginastera.
Ma la sua vera aspirazione era il tango: era quella la musica che lui sentiva veramente, tanto che i suoi stessi insegnanti lo spinsero in quella direzione. Tornato in Argentina, nel 1955,  la sua preparazione era già  di altissimo livello. Compose musica intrisa di malinconia ma anche grintosa, aggressiva, ricca di vitalità. Con la Sua formazione dell'Octeto Buenos Aires, propose il "nuovo tango", rivoluzionario nella forma e nei colori rispetto al tradizionale tango argentino. La particolare ritmica, lo spirito drammatico e passionale, sono stati gli elementi di base della sua composizione classicheggiante per struttura ed elaborazione, arricchita di tutti gli strumenti della musica "colta" e del jazz. Naturalmente, questo non mancò di suscitare disappunto da più parti, così che Piazzolla subì critiche agguerrite da parte di chi, forse, stentò a comprendere che in realtà l'arte di Piazzolla collocava il Tango in un rango musicale più elevato.
Con la sua notevolissima produzione, Piazzolla è stato uno dei più grandi compositori del Novecento ed è ormai conosciuto in tutto il mondo. Le sue musiche sono interpretate dalle più grandi orchestre e musicisti. Nel 1990, in visita in Italia, proprio nella cattedrale di Trani tenne uno dei suoi ultimi concerti. Si spense il 4 luglio del 1992, ma la vera storia di Astor è ancora tutta da scrivere.


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