La giunta comunale, attraverso la partecipazione al bando pubblico indetto dalla Regione Puglia in merito a «Porti, luoghi di sbarco e ripari di pesca», ha emanato un atto d’indirizzo per l’attivazione di una «procedura ad evidenza pubblica per individuare il soggetto gestore della struttura da ubicarsi presso gli "ex capannoni Ruggia".
In altre parole, si ricerca il gestore del complesso da realizzarsi per la vendita del pescato nell’immobile di corso Imbriani, ove è già prevista la realizzazione dei lavori ad hoc a cura del soggetto che si aggiudicherà a sua volta il bando emanato lo scorso mese di dicembre.
Nella fattispecie, si punta, coerentemente con quanto previsto in una delle voci del bando regionale, a richiedere il finanziamento per la «realizzazione di impianti per il trattamento e magazzinaggio del prodotto sbarcato, deposito e trattamento degli scarti, implementazione dei punti vendita ed impiantistica dei luoghi ubicati presso gli ex capannoni Ruggia, in aggiunta a quanto già previsto per la stessa struttura con l’appalto di adeguamento, attualmente in corso».
Qualora la Regione dovesse accordare un finanziamento al progetto comunale, l’obiettivo è «rendere maggiormente operativo l’immobile all’uopo destinato, al fine anche di garantire una struttura più efficiente per un settore rilevante come quello della pesca e dei prodotti ittici». Tale disegno, però, si compirebbe individuando «un soggetto competente, fruitore della stessa struttura ed in grado di assumerne la gestione integrale».
Per questi motivi, la giunta vuole acquisire uno studio di fattibilità per: destinare i 17 posti coperti, previsti dall’appalto in corso, all’attività ittica prevedendo l’implementazione di ulteriori posti per ortofrutta sul piazzale esterno, coperto con tendostrutture; riservare la gestione finanziaria, ad esaurimento delle postazioni restanti, di 7 dei 17 posti coperti, al soggetto promotore che si aggiudicherà la gestione del servizio; stabilire un canone unitario per ogni singolo posto coperto pari a 150 euro, nonché applicare per le postazioni esterne le tariffe previste per l’occupazione del suolo pubblico; stabilire un canone annuo pari a 18mila euro, quale importo da utilizzare a base di gara per la scelta del soggetto gestore.
