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Da «Il giornale di Trani»: 10milioni di euro dalla Regione per il recupero delle cave. Noi non ci siamo

Tratto dall'ultimo numero de Il Giornale di Trani

Lo scorso 12 gennaio con determina dirigenziale del settore Servizio Risorse Naturali, la Regione Puglia ha redatto la graduatoria definitiva per il risanamento e riutilizzo ecosostenibile delle aree estrattive. Una copertura di euro 9.883.852,74 per il finanziamento di 12 interventi. La differenza di 116.147,26 euro è dichiarata economia vincolata in favore dei fruitori dei fondi.

Abbandoniamo il burocratese: la Regione ha stanziato 10milioni di euro mettendoli a disposizione dei Comuni e chiedendo loro di presentare progetti per il recupero delle cave abbandonate. Il 12 gennaio 2012 è stata pubblicata la "classifica" che vi svisceriamo di seguito.

Il Comune di San Marco in Lamis (Fg), il progetto di recupero per la cava comunale (punti 58) sulla strada provinciale 48, avente un costo totale del progetto pari a 550.000 euro, riceverà dai fondi Po Fesr 412.500 euro. Al secondo posto il comune di San Ferdinando di Puglia (Bt) per la Cava Cafiero da destinare alla fruizione naturalistica e ricreativa (56 punti) per un importo coperto totalmente di 1milione di euro.

Grottaglie (Ta) al terzo posto per il completamento e il recupero e la valorizzazione delle cave di Fantiano. Il progetto del costo di questo intervento è di 1.000.000 di euro ma sarà coperta solo per 750.000 euro dai fondi Po Fesr mentre i restanti 250.000 saranno cofinanziati dall'Ente beneficiario. La Cava dei Funamboli di Cassano Murge (Ba) ha vinto con un progetto (46 punti) avente un importo totale di 1.193.000 ed è stato finanziato per 330.565,87 euro. Il Comune di Minervino è al quinto posto in graduatoria (44 punti) ed il progetto di recupero di una cava in località Montelisciacoli dal costo di 1milione di euro sarà finanziato per intero.

Nel Salento, da Ugento (Le) è stato presentato il progetto Cavaleonte: il parco multifunzionale delle cave per il costo di 1.000.000 e finanziato dai fondi Po Fesr per 998.000 euro. Al settimo posto troviamo il comne di Scorrano (Le) con il progetto della realizzazione di un parco e fruibilità pubblica per skate e free climbing dall'importo totale di 997.719,49 euro: i fondi copriranno un importo pari a 978.156,36 euro: questo vuol dire che le casse del Comune di Scorrano dovranno rimetterci solo 19.563,13 euro.

Poi troviamo Vieste (Fg) che con un progetto (38 punti) di riutilizzo ecosostenibile della ex cava Cisco ha ottenuto il finanziamento totale di 415.000 euro. Lo stesso progetto di Vieste lo ha presentato il Comune di Ginosa (Ta) per il costo totale di 1.000.000 di euro, coperto dai fondi Po Fesr.

Al decimo posto il comune di Monte Sant'Angelo (Fg) che ha ottenuto il finanziamento a copertura totale pari a 999.630,51 euro per "La natura in cava: risanamento e riutilizzo di una cava abbandonata".

Il Comune di Sanarica (Le) ha ottenuto 1milione di euro per il risanamento e il riutilizzo ecosostenibile di una cava in località San Vito. Anche il Comune di Apricena (Fg), come ultima in graduatoria (35 punti) ha ottenuto 1.000.000 euro per il recupero di una cava. Sapete cosa sarà realizzato? Un poligono di tiro.

La graduatoria si chiude qui, e la nostra città ne è fuori. Strano, dato che, come da noi più volte documentato con fotografie, sembrano esserci cave enormi in completo disuso. Strano, visti i diversi report di Legambiente che inquadrano il nostro territorio cittadino tra quelli più dilaniati da questo comparto. E come non ricordare l'annoso e dannoso problema dei "tombamenti" che hanno visto le nostre cave implicate in percorsi giuridici volti a risalire allo smaltimento di rifiuti pericolosi da parte delle mafie.

Possibile che la nostra città non sia riuscita a presentare un progetto per il recupero di una cava? Eppur le proposte, non crediamo mancassero. Noi stessi, su queste pagine, provammo a trovarne qualcuna: un ecopercorso-laboratorio per ragazzi con orti, una piccola fattoria, un vigneto, tutto riconducibile alle caratteristiche della nostra terra. Pensate alla cava nei pressi del Ponte Lama, dove si è creato un piccolo lago di color indefinibile, quasi fosforescente, quale luogo migliore per spiegare ai ragazzi cosa definiamo con il termine "lama", quale flora e fauna di solito si sviluppa nei dintorni?

Oppure: ci siamo ritrovati spesso a porci il problema degli spazi per grandi concerti: quale miglior occasione per recuperare una cava e quale miglior spazio suggestivo?

Altro ancora: la squadra di rugby Draghi Bat nata a Trani, è emigrata a Barletta per mancanza di strutture. Un campo di rugby in una cava sarebbe stato il massimo. Esageriamo con le proposte? L'industria del divertimento va a braccetto con le città turistiche, soprattutto se queste hanno bisogno di "sostegno" per trattenere i turisti del mordi e fuggi. Perché non proporre a giovani architetti tranesi la progettazione di un "parco giochi" alternativo?

Donato De Ceglie

(d.d.) Siamo venuti a conoscenza del bando soltanto dopo la pubblicazione finale della graduatoria. Questa mattina ci siamo recati all'Ufficio tecnico per capire se qualcuno si fosse interessato al progetto, se l'Ente Comune abbia provato a presentare un bando. Abbiamo atteso una risposta dinanzi al cartello che elencava gli uffici all'interno dell'ala (lavori pubblici, manutenzioni, espropri, finanziario, edilizia privata, pianificazione territoriale, ambiente, datore del lavoro) convinti che in uno di questi potesse risiedere la nostra risposta. Il messo comunale però ci ha riferito che non sarebbe stato possibile averne in quanto non è all'Ufficio tecnico che avremmo dovuto porre una domanda del genere. A questo punto, chiediamo pubblicamente a chi potremmo rivolgerci per capire se Trani ha per lo meno provato a partecipare a questo bando.

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