In merito alle liberalizzazioni introdotte del Governo Monti la nostra posizione è moderatamente contraria. Noi riteniamo che non ci fosse bisogno di arrivare a delle aperture così prolungate e per così tanti giorni, perché quello italiano è un sistema commerciale aperto e pluralista, con diverse modalità di distribuzione come il piccolo dettaglio ed i negozi di media dimensione. Queste realtà convivevano con delle regole collegate solo ad alcuni vincoli di orario ed giornate festive, mentre ora le liberalizzazioni fanno saltare tutto.
Confcommercio sostiene che la riforma introdotta del governo metterà in difficoltà le piccole e medie imprese, e quindi rischia di danneggiare questa pluralità di offerta di servizio che rappresenta una ricchezza che produce concorrenza, cioè proprio quel valore che si vorrebbe favorire aprendo indiscriminatamente.
La nostra associazione di categoria, come già riferito nella scorsa riunione avuta con l’assessore al commercio, accetta a denti stretti le decisioni prese a livello nazionale ma non le condivide in quanto pensiamo che il governo Monti non si stia ponendo l’obbiettivo di fare ripartire il commercio al dettaglio. Se il suo intento fosse questo, tutto ciò che dovrebbe fare sarebbe mettere più denaro nella busta paga dei lavoratori e sgravare di tasse le aziende. Occorre quindi una minore opposizione fiscale per i dipendenti e per le aziende.
Una piccola nota anche in merito ai numerosi controlli che avvengono sistematicamente nei confronti della piccola e media impresa del territorio: Confcommercio non è assolutamente contraria, ma si gradirebbe da parte degli organi preposti al controllo maggiore attenzione a tutte le problematiche che un’azienda in questo momento storico deve sopportare.
Confcommercio Trani - Il presidente (Girolamo Acquaviva)
