Le dinamiche che sovrintendono al funzionamento dell’ufficio legale del Comune di Trani appaiono inspiegabili né comprendiamo l’assordante silenzio della politica sulla vicenda.
Non possiamo non manifestare le nostre perplessità sulle soluzioni tampone adoperate dal dirigente rispetto ad un ufficio nel cui organico è già prevista la figura di un avvo-cato, dotato di professionalità e competenze frutto di preparazione ed esperienza pluriennale, quale l’avv. Michele Capurso.
Né possiamo ignorare l’orientamento unanime di giudici amministrativi ed ordinari secondo cui l’ufficio legale di un comune deve essere necessariamente autonomo, perché l’attività professionale, ancorchè svolta in forma di lavoro dipendente, deve essere esercitata, in conformità alle disposizioni che la disciplinano, con modalità che assicurino, oltre alla libertà dell’esercizio dell’attività di difesa, insita nella figura professionale, anche l’autonomia del professionista.
A nostro sommesso avviso, l’incarico affidato all’unico avvocato del Comune che è stato trasferito presso la Polizia Municipale per occuparsi di ricorsi giudiziari in materia di opposizione a sanzioni amministrative, non è affatto essenziale potendo benissimo, l’ente, nella maggior parte dei casi, depositare la documentazione inerente i verbali impugnati e le memorie difensive senza la necessità del patrocinio del legale.
Infatti l’art.7, co. 8, del decreto legislativo n.150 del 01.09.2011 n.150, stabilisce che, nel giudizio di opposizione a verbale di accertamento di violazione del codice della strada le parti possono stare in giudizio personalmente e l’amministrazione può avvalersi di funzionari appositamente delegati.
Anche l’affidamento dell’incarico di fornire assistenza e consulenza giuridica a due professionisti esterni, ex stagisti, con convenzione a stipularsi e con attribuzione di un compenso, attraverso una determina dirigenziale, a nostro parere, contrasta con quanto disposto dall’art.49 dello Statuto Comunale, viola i criteri di pari opportunità, ignora ancora una volta la lista di accreditamento degli avvocati a suo tempo istituita, disattende il criterio di economicità considerata l’abolizione delle tariffe forensi e la possibilità di interpellare centinaia di avvocati con un pubblico avviso.
Chissà se qualche consigliere comunale di buona volontà, vorrà interessarsi della questione magari proponendo una seduta consiliare indossando, in luogo del camice bianco, la toga!
Alleanza per l’Italia Trani - Avv. Alessandro Moscatelli
