E’ freddo! Piove e la previsione meteo, come lo stato d’animo della gente, volge al peggio. E così il tempo libero è impiegato all’interno delle rassicuranti mura domestiche per una quantità di motivi intuibili, poco o niente denaro da spendere, malumore da smaltire lontano dal prossimo, pessimismo per il futuro che affievolisce la speranza, la solidarietà e l’impegno. Sentimenti diffusi e tangibili se soltanto si parla con i cittadini in qualsivoglia contesto.
Ma in questo isolamento forzato, giornali, televisioni e rete concorrono ad alimentare lo sconcerto per una società allo sbando che non trova di meglio che invocare l’azione salvifica del Santo di turno da portare in processione propiziatoria. E’ il tempo dei Monti dalle cime irraggiungibili ed imperscrutabili di cui si accettano gli atti di governo ritenendoli ineluttabili, con una rassegnazione dal capo chino, come se si volessero espiare colpe collettive per i tanti che hanno ignorato i bisogni di un mondo stremato da una tumultuosa evoluzione impiantata nell’ingiustizia. Eppure nella ricerca di risposte a quei bisogni abbiamo messo in campo le capacità e le energie di quelle generazioni che da un ventennio, con alterna ispirazione politica, sono in posizioni di governo nel Paese. Verrebbe da dire che abbiamo alimentato i nostri sogni di utopia, abbiamo scommesso sulla nostra credibilità di costruttori di futuro ed abbiamo raccolto tempeste. Questo clima, per analogia lessicale, mi ha richiamato alla mente “il grande freddo”di Kasdan, il Film di una generazione che riflette su se stessa e sul sogno tradito o negato di una società giusta e solidale.
Ma, noi nell’ IDV rifiutiamo corresponsabilità in questo fallimento, non può essere ascritto ne alla nostra cultura politica ne a responsabilità dirette. Semmai siamo protagonisti di un’azione di contrasto, strenua ed invisa alle nomenclature, di quegli atti e di quelle logiche di governo che sanno essere dure con i deboli e deboli con i forti. La concretezza e la forza dell’azione politica trova fondamento nella convinzione di un bisogno immanente di un radicale cambiamento. Questo che stiamo vivendo è uno di quei momenti di transizione epocale a cui concorrere con responsabilità intergenerazionale, consapevoli come siamo che nulla sarà più come prima e che il processo riguarderà tutti. Non è in gioco l’equilibrio ed il benessere dei singoli ma quello dell’intera comunità.
Questi pensieri si addensano in una giornata fredda e piovosa in una città bellissima, ma intristita dai tempi, che presto sarà chiamata al rinnovo della Guida amministrativa, in un clima di manifesto disinteresse e scetticismo dei suoi abitanti, comprensibile ma pericoloso per l’attesa di una nuova cultura del buon vivere.
Certo la rabbia, la paura, il disprezzo e la sfiducia sono i sentimenti più ricorrenti della gente in queste contrade e sono speculari a quelli diffusi nel Paese, e non solo. Tali stati d’animo si traducono in un giudizio sferzante per i partiti e i loro rappresentanti, ritenuti capaci di provvedere con dovizia soltanto ai propri bisogni, alimentando la disaffezione al voto. E’un tempo nefasto per la credibilità dei partiti; eppure, oggi più che mai, è insostituibile la loro funzione costituzionale nell’indirizzare il Paese nella necessaria transizione epocale, nella strutturazione della società come nell’ economia. Ruolo che non può essere delegato a “tecnici”, per quanto qualificati essi siano, a Roma come a Trani.
Ma, al tempo stesso,non si può ignorare che la fiducia nei partiti e nei suoi rappresentanti è ai minimi storici e va ricostruita, quindi nuovi devono essere gli interpeti, anche se la novità non può essere affidata soltanto ad un ricambio generazionale, pur esso importante. Nuovo deve essere il linguaggio con cui ci si rivolge ai cittadini, chiaro, diretto e sincero; la gente capisce quando una medicina , per quanto amara, è necessaria per la propria sopravvivenza. Responsabili devono essere i comportamenti, incontestabili le storie personali, credibile e coerente il progetto, percepibile la forza e la determinazione profusa nella sua attuazione, intuibile il vantaggio.
Va ricercata la più ampia condivisione popolare nelle scelte del governo cittadino, ambito delegato alla composizione degli interessi dei singoli nell’interesse collettivo. Questo è il compito della politica riconducibile ad un progetto chiaro e forte di comunità, promosso ed interpretato dai partiti.
I cittadini capaci di raccogliere il consenso del proprio intorno sociale e lavorativo devono tornare ad essere coinvolti nella vita e nella rappresentanza dei partiti, contribuendo al loro rinnovamento, in una visione più ampia di quella che può essere offerta dalle associazioni che, sempre più numerose in questo tempo, svolgono un ruolo di supplenza, pur meritoria, in ambiti territoriali o in aree tematiche circoscritte.
Il partito che rappresento vuole sollecitare questi contributi ed accogliere nelle proprie liste e valorizzare quei cittadini, stimati e rappresentativi, che vogliono amplificare la risonanza delle istanze di cui si sentono portatori e che sono tenuti a distanza dai contesti politici governati da famiglie e potentati, gelosi delle prerogative cumulate nel tempo. L’unica condizione a che ciò avvenga è nella coerenza del proprio sentire con i temi fondanti del progetto politico dell’Italia Dei Valori e con il programma di governo della coalizione che ha espresso la candidatura a sindaco dell’ Avv. Operamolla e della cui attuazione i partiti sono garanti.
Il Commissario Cittadino IDV
Arch. Andrea Acquaviva
