E’ indubbia la professionalità degli operatori volontari adibiti al soccorso con ambulanze e la loro completa abnegazione al servizio a loro assegnato, dalla cui rapidità d’intervento spesso dipende la vita dei cittadini. Però in alcuni casi possono verificarsi dei ritardi nel soccorso, dovuti non alla loro imperizia ma alla mancata conoscenza del territorio nel quale operano.
Tanto per citare un esempio: ieri, lunedì 13, alle ore 14:00 circa, un’ambulanza proveniente da Corso Italia a sirene spiegate procedeva a passo d’uomo verso Corso Vittorio Emanuele, con il giovane conducente e la ragazza al suo fianco che si guardavano intorno con aria smarrita.
Hanno proseguito con questa andatura fino in Piazza della Repubblica, ove hanno effettuato una inversione di marcia e, sempre a sirene spiegate, son tornati indietro fermandosi ad angolo del semaforo tra Corso Vittorio Emanuele e Corso Imbriani (nei pressi della Sisley).
Poiché solitamente i dispositivi prioritari (uso di segnalatori acustici e luminosi) per i mezzi di soccorso sono attivi nelle missioni con codice triage giallo o rosso, si deduce che anche pochi minuti di ritardo persi nel cercare un indirizzo potrebbero essere fatali per il malcapitato da soccorrere
Noi della Folgore non conosciamo la gravità o meno del “paziente” soccorso nell’episodio innanzi evidenziato, ma l’intento di questa segnalazione è quella di auspicare che coloro che gestiscono il servizio di emergenza con autoambulanze si preoccupino di adibire alla loro guida operatori che conoscano bene il territorio in cui operano, persone native della città e che conoscano bene le vie, ovvero che vengano “formate professionalmente” anche in tal senso.
Non è la prima volta che ci capita di assistere ad episodi analoghi, di operatori volontari alla guida di ambulanze in allarme che si fermano per chiedere indicazioni.
La rapidità d’intervento salva vite umane, i ritardi potrebbero metterle a repentaglio. Questo articolo non è finalizzato a suscitare polemiche, bensì a stimolare una maggiore preparazione degli operatori in materia di “cartografia stradale” del Comune, perché spesso anche i navigatori satellitari eventualmente installati sul veicolo hanno delle lacune.
Associazione Folgore - Il presidente - Nunzio Di Lauro
