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FOTO. Trani, «caso 118», ecco il portone senza civico che ha «rallentato» l'ambulanza. Negrogno (Fds): «Il servizio resta impeccabile»

A Trani si dice: “Santa Chiar prim fu arrbat e pou mttei l port d firr” (perdonatemi la non perfetta conoscenza del nostro dialetto). Evidentemente per coniare questo detto, a Trani, deve essere una consuetudine ben consolidata quella di correre ai ripari sempre dopo il fattaccio, vedi anche i disabili scivoli per i disabili. È un’usanza: riuscirci al primo colpo mai, al secondo forse. Ricordiamocene nel momento giusto e andiamo oltre gli sguardi folgoranti dei manifesti elettorali. Infatti dopo che un’ambulanza del 118 ha avuto qualche problema nel rintracciare un’abitazione per effettuare un soccorso, perché mancava la targa con il numero civico accanto al suo ingresso, ecco i nostri sempre attenti e pronti amministratori venir fuori con la determina per l’operazione “nuove targhe toponomastiche”. Eppure il problema c’era da tanto ed era già stato messo in evidenza tempo fa da un quotidiano della città. Ma non importa. Tutto sommato l’ambulanza è comunque giunta sul posto nei tempi previsti dalla legge e l’incidente è servito a spingere l’amministrazione ad attivarsi per la soluzione del problema. Solo delle precisazioni, tecniche per i tanti tecnici che ne hanno parlato in questi giorni, visto che quando si parla del sistema emergenza urgenza 118 si dicono ancora parecchie inesattezze nonostante siano passati ormai nove anni da quando il sistema è nato nella nostra provincia. 

Cominciamo con i “giovani conducenti” dell’ambulanza che non sono volontari ma sono regolarmente assunti dalle associazioni che forniscono ambulanze e presidi, associazioni che hanno vinto regolare gara di appalto. Questi “giovani” (e menomale che son giovani così almeno i riflessi sono pronti per una guida sicura)  oltre ad essere regolarmente assunti hanno tutti i titoli, le specializzazioni e l’esperienza per poter guidare un mezzo di soccorso. La ragazza o il ragazzo al fianco dell’autista, solitamente è un medico o un infermiere anch’essi non volontari ma regolarmente assunti dall’ASL.

Potrà capitare altre volte di incappare in un’ambulanza che vaga lentamente con le sirene spiegate per la città e allora prima che qualcun altro attento e disinteressato cittadino faccia impavidamente considerazioni le faccio io. È ovvio che nell’ambulanza ci sono navigatori satellitari, diversa cosa è il sistema satellitare a bordo del mezzo che permette alla Centrale Operativa di rilevarne la posizione e che è sempre attivo e non eludibile da parte dell'equipaggio come qualcuno ha detto nel forum di un giornale. Bisogna essere cauti nell’esprimere certi concetti e bisogna, dopo, prendersene le eventuali responsabilità. A volte nel messaggio che arriva sul navigatore è indicata la via ma non è indicato il numero civico per cui dopo essere giunti velocemente sul posto si rallenta e si cerca, se c’è, il numero civico. A volte ci sono doppie o triple numerazioni per cui bisogna lambiccarsi per trovare quello giusto. Altre volte i familiari del paziente, comprensibilmente agitati per il loro caro, forniscono un numero sbagliato e allora il povero e giovincello autista, mentre il medico tenta, a volte invano, di chiamare i familiari, vaga con il mezzo nel tentativo di intuire il numero probabile. Altre volte il navigatore non è precisissimo e allora l’ambulanza, a causa della velocità, passa oltre ed è costretta a veloci inversioni per raggiungere il malcapitato. 

Ma posso garantire, con i dati alla mano e con tabulati telefonici che registrano le chiamate e gli arrivi sugli interventi, che a Trani in nove anni si è giunti sempre nei tempi previsti dalla legge. Come sarebbe stato bello se qualcuno avesse chiesto spiegazioni sul vagar dell’ambulanza o dello sguardo smarrito dell’autista senza fare inutili ed errate considerazioni. Approfitto anche per dire che quando arriva un’ambulanza del 118 arrivano un autista-soccorritore, un soccorritore, un infermiere ed un medico, quattro persone tutte specializzate nell’ emergenza-urgenza che non arrivano per prendere il paziente e trasportarlo ma per visitarlo e trattarlo farmacologicamente o con dei presidi e solo se il paziente necessita di ulteriore trattamento e/o osservazione medica, viene trasportato in ospedale dopo che sia stato stabilizzato.

Sperando di essere stato utile a chi vuole cimentarsi nei discorsi sull’emergenza, a chi non conosceva certi particolari e a chi, pur lavorando nell’emergenza, ama la postazione 118 di Trani, auguro di non averne mai bisogno. Unicuique suum.

Rino Negrogno - Vice segretario della Federazione della Sinistra


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