Abbiamo letto da più parti delle preoccupazioni di alcuni esponenti politici locali circa il rischio di declassamento o di un’eventuale chiusura di alcuni uffici finanziari aventi sede in Trani.
Da questo dato vorremmo partire, e non casualmente, per sottolineare un aspetto di estrema contraddittorietà delle scelte degli amministratori locali.
Magari non sarà il caso di specie, ma questi ultimi tendono spesso a mostrarsi destinatari, vittime, soggetti passivi di provvedimenti altrui, quando si verificano episodi negativi che possono nuocere alla collettività, versano lacrime di coccodrillo o, per essere più chiari, si rammaricano dopo aver essi stessi creato le condizioni che determinano certe situazioni negative.
Ciò è quanto potrebbe accadere per l’edilizia giudiziaria.
Noi siamo sempre stati convinti che la permanenza degli uffici di qualsivoglia natura nella nostra città costituisce una risorsa e non un problema.
La città deve puntare ad una valorizzazione dei siti in cui ubicare gli insediamenti giudiziari, finanziari e previdenziali, anche in considerazione del processo di centralizzazione degli uffici che si sta avviando a livello governativo per i tagli alla spesa pubblica: oggi più che mai vi è esigenza di concentrazione, come si evince anche dal disegno in discussione della nuova geografia giudiziaria.
Non possiamo non sottolineare le responsabilità di un’amministrazione che ha anche tentato di accantonare il progetto di razionalizzazione degli uffici giudiziari per spostare gli uffici in altro sito per poi riprendere, dopo la levata di scudi anche della classe forense, le opere già previste.
E’ sufficiente fare una passeggiata nelle aule e nelle cancellerie della Espropriazione Immobiliare, della Sezione Fallimentare e dell’Ufficio Notifiche del Tribunale di Trani in Piazza Trieste per verificare lo stato in cui svolgono attività gli operatori della giustizia.
Occorre ultimare celermente i lavori di Palazzo Carcano, pensare alla sistemazione logistica anche degli altri uffici, utilizzare i palazzi di proprietà pubblica ed eventualmente incentivare gli investimenti dei privati per valorizzare gli edifici storici in rovina ed abbandono anche con attività di partenariato, creare servizi.
Un’occasione per rendere più vivo il centro storico dove da secoli si amministra giustizia.
Alleanza per l’Italia – Trani
Avv. Alessandro Moscatelli
