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Il sindaco di Trani diventa "social", prima apparizione nel mondo di Facebook

Mentre i candidati sindaco per "Trani 2012" pubblicano link, si azzuffano con gli avversari, mentre i candidati al consiglio comunale spammano le bacheche altrui, i giovani impegnati partiticamente appoggiano pubblicamente questo o quell'esponente, mentre gli sconfitti rendono onore al vittorioso e i vinti restano nel tacito silenzio assenso facendo l'occhiolino al non sconfitto, e mentre Facebook diventa sempre più il nuovo palco per "comizi brevi", ci imbattiamo in colui che tra qualche tempo sarà un "ex".

Parliamo di Giuseppe Tarantini che fino ad ora ha gestito il proprio profilo pubblicando solo qualche foto, e non ha quasi mai interagito con i suoi "amici social". Quest'oggi invece, dopo due giorni dalle primarie del centrodestra, interviene con questa frase che appare un mezzo annuncio:

"Sto per finire di fare il sindaco e vorrei proseguire il mio impegno politico ritornando ad occuparmi di questioni culturali. Più precisamente vorrei aprire una discussione, con chi è interessato, sulle tesi che riguardano il pensiero conservatore e tradizionalista in un momento di grandi cambiamenti come questo" scrive Giuseppe Tarantini.

Il sindaco vuole interagire in quella sorta di "piazza mediatica" prendendo spunto dalla cronaca quotidiana, "non escludendo ovviamente occasioni di incontro personale che potremmo sicuramente organizzare".

La penna di cui ha sempre fatto un uso metaletterario si trasforma con un gesto shelleyano in uno strumento in codice qwerty e lo catapulta nel mondo di Facebook con digressioni sul cambiamento all'interno della nostra epoca, "è nell'ordine naturale delle cose e un conservatore tradizionalista non ne è disturbato, anzi! Solo l'albero che ha salde radici non teme il vento della tempesta. Il conservatore affronta il cambiamento ancorato ai principi della Tradizione perchè sa che è sa che questi lo hanno preceduto e gli sopravviveranno, il progressista limita il suo interesse allo spazio della sua esistenza non riconoscendo valore al sacro, al mito, al trascendente".

Dalla visione celestiale di una tradizione lucente che marchia con il fuoco dell'autorità la storia che si incarna nella quotidianità, si passa subito alla velocità che ci "impone" i bisogni che fino a ieri forse non avevamo. Il capitolo Tav, il sindaco lo affronta in questi termini: "Non conosco bene il problema sul piano tecnico anche se ho intuito che ci sono delle ingiustizie tipo quella di non aver espropriato i suoli del cantiere ma di averli sequestrati con una ordinanza del Prefetto. L'argomento però mi intriga sotto un altro aspetto e cioè: quanto uno Stato deve tener conto nelle sue strategie e decisioni del parere delle popolazioni locali? Mi spiego se la rete autostradale, ad esempio, si fosse dovuta realizzare oggi, sarebbe secondo voi stato possibile?".

"Bisognerebbe capire se il popolo sia ancora sovrano", dice l'utente e il sindaco risponde: "Esatto, tutto il popolo o solo quello direttamente interessato da un provvedimento sgradevole? Non mi riferisco, ripeto, direttamente alla Val di Susa, ne parlo in termini generali. In un'orchestra non tutti possono suonare il primo violino, qualcuno dovrà pur suonarla la grancassa se si vuole eseguire un'opera".

Un Tarantini che, dalle metafore calcistiche passa a quelle musicali rendendo involontariamente omaggio all'anniversario della nascita di Gioacchino Rossini, ci offrirà sicuramente spunti di discussione, fosse solo per ricordare che i suonatori di gran cassa dovrebbero essere quelli dai nervi più tesi.

d.d.


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