Mentre i Partiti sono “impegnati” nella competizione elettorale amministrativa, continuando a litigare tra loro e anche al proprio interno, le Imprese locali continuano a chiudere.
Solo tra le ns. imprese associate del settore calzaturiero, in questi ultimi mesi, hanno chiuso i battenti 4 aziende e 80 famiglie hanno perso il lavoro. Altre 5 aziende rischiano di seguire la stessa sorte nei prossimi mesi se le cose non dovessero cambiare. C’e’ molta rabbia tra le imprese poiché la causa principale che sta portando al fallimento numerose aziende del settore non è solo la concorrenza sleale asiatica o la diminuzione dei consumi, ma soprattutto la stretta del credito, “ credit crunch”, operata dalle banche, nei confronti delle aziende anche sane presenti nel ns. territorio. I rubinetti sono chiusi anche a coloro che sono garantiti al 50% dai Cofidi.
Eppure il settore è in netta ripresa, confermata dall’ultima fiera, MICAM, svoltasi a MILANO pochi giorni fa. “Dall’inizio del nuovo anno abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere molti ordini, ci dicono i ns. associati, ma non abbiamo la liquidità necessaria per acquistare la materia prima dai fornitori, anch’essi in difficoltà”. Aggiungono “i tempi di pagamento delle fatture da parte dei ns. clienti si sono allungati a dismisura, e non riusciamo molte volte ad anticipare l’IVA”.
“Per l’estivo 2012, ci riferisce un associato appena rientrato dalla fiera, grazie alla moda che punta ad una varietà di colori delle scarpe, al contrario dei soliti colori base, nero o testa di moro preferiti dai cinesi, il mercato, anche europeo, è ritornato a richiedere il MADE in ITALY, con vari modelli e modeste quantità”.
E precisano, “le aziende di Trani sono tra le poche nel meridione attrezzate per il “Pronto Moda” e il rapido assortimento; in pochissimi giorni riusciamo a produrre e consegnare migliaia di scarpe garantendo alta qualità”.
E concludono “ non possiamo perdere questa grande opportunità , abbiamo bisogno ora e subito di un minimo di ossigeno per rimanere sul mercato e non chiudere”.
Le banche hanno ricevuto dalla BCE un bel po’ di soldi al costo del 1%.
Non devono pensare solo al rafforzamento del loro patrimonio e a seguire le regole di Basilea. Stare sul mercato non significa pensare solo agli utili.
Le Banche devono assumersi la responsabilità sociale di quello che fanno.
Anche gli istituti di credito del territorio devono, in questo momento particolare, essere vicini alle imprese locali e sostenerle con capitale fresco, soprattutto quelle che hanno la tesoreria del Comune , dell’AMET e dell’AMIU e in particolare la Banca che gestisce i 14 milioni di euro depositati dall’AMIU per il post esercizio della discarica.
Chiediamo pertanto alle istituzioni pubbliche, in particolare Comune e Provincia, di intervenire con la massima urgenza con atti concreti per risolvere questo importante problema, sollecitando, anche con l’ausilio del Prefetto, i rappresentanti delle banche a sostenere le imprese del territorio che vogliono ancora competere e garantiscono occupazione.
Michele De Marinis - Presidente CNA TRANI
