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Schiralli (Fds): «Ora vi parlo di miseria e nobiltà della politica a Trani»

Miseria e nobiltà. Il riferimento al celeberrimo “cult movie” di Totò non è casuale. Come pure alla famosa frase  recitata in chiusura del film “Non voglio onori e gloria né diventare signore  ma di questo pubblico  restare il servitore”. 

Il titolo del film  e il saluto finale di Totò agli spettatori sintetizzano la posizione assunta da Fabrizio Ferrante. Non ce ne voglia il candidato sindaco se facciamo ricorso al Maestro della risata. Ma come illustrare meglio la comicità della farsa ordita ai suoi  danni  da quello che  è (stato) il suo partito?

La “Miseria” è rappresentata dalle profferte lusinghiere di una rapida carriera politica decisa a tavolino dai taluni personaggi di grido. “Nobiltà” è l’aver detto “no”, con decisione, senza tentennamenti. La frase di saluto, i lettori ne avranno certamente colto il segno,  è il degno corollario del titolo.

Sì, perché di farsa si tratta. E per giunta recitata da qualche sciocco e servile  comprimario di un grande burattinaio, come ha testualmente denunciato il segretario dell’ (ex?) PD, Tommaso Laurora, che, con coraggio,  li ha chiamati per nome e cognome non lesinando anche la precisa connotazione di quanti del PD affossarono  la giunta  Avantario  e che oggi, invece, assurti, per comodità…politica, a dissidenti,  vengono premiati. E se non è  “miseria” della politica tutto ciò…

Giorni or sono abbiamo sentito in giro persone che si  chiedevamo, atterrite dagli ultimi scandali  che stanno travolgendo anche  il PD e che  ricordano la stagione di “mani pulite”, se  la politica fosse ancora una cosa seria. E ancora:  Ci saranno a Trani persone in grado di ribaltare la lunga stagione del malgoverno della destra?

Per la FDS, come pure per gli altri alleati, Fabrizio Ferrante è la persona giusta. Quella in grado, e da sola, di denunciare, come ha fatto, chi si è approfittato del potere.

Nel suo pacato comizio di domenica mattina  in piazza della Repubblica (un cinema o un teatro non avrebbe potuto contenere la folla accorsa ad ascoltarlo), ha parlato apertamente, senza ricorrere, come fan quasi tutti, in campagna elettorale, al politichese. Ferrante ha detto a chiare lettere che non voterà mai per la cementerai,  né per centrali a biomasse, né tantomeno per  rigassificatori. Vuole una città  pulita e sana, a misura d’uomo, che offra ai giovani opportunità, che tuteli gli svantaggiati, che punti sulla Cultura, quella con “C “ maiuscola.

Per convincerlo a lasciare il campo all’altro, Fabrizio Ferrante ha poi detto senza temere smentite di aver rifiutato  allettanti profferte in cambio di un suo “dietro front”.

Non mi interessa la carriera politica e per giunta decisa a  tavolino” - ha detto - “Voglio spendere le mie energie, che sono quelle di un giovane di 36 anni e non di una persona che, alla fine di una onorevole carriera professionale,  vuole diventare sindaco per mettere la ciliegina sulla torta”. Punto e basta.

Quindi  un “no” deciso, determinato, agli  “onori e gloria” (chissà quanti al posto suo avrebbero avuto il coraggio di rifiutare simili  e sicure “sistemazioni”),  e avanti con il sano proposito di essere “servitore di questo pubblico” che, per la seconda volta (la prima fu alle primarie di ottobre) ha voluto testimoniargli la propria fiducia.

La Federazione della Sinistra, come in molti ricorderanno, è stata trfa i primi partiti  a sostenere  Fabrizio Ferrante e a lavorare con lui e con gli altri partners, per oltre due anni, per redigere un programma  per quel tipo di città che  si intende realizzare. Altri partiti (o pseudo tali), pur avendo condiviso e sottoscritto quelle linee programmatiche, hanno, invece, tagliato la corda, incuranti delle proprie ideologie, perché  (forse) convinti da quell’ assioma caro ai pokeristi: piatto ricco mi ci ficco.

*Mario Schiralli, Presidente FDS, Trani


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