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Don Saverio Pellegrino: «Barbarie e povertà culturale dietro quelle scritte sulla cattedrale di Trani»

Ancora una volta gli sfregiatori del patrimonio artistico – religioso si sono stupidamente accaniti contro l’impareggiabile Basilica Cattedrale di Trani. Domenica mattina, 18 c.m., l’opera di alcuni graffitari ha imbrattato con vernici l’area antistante il portale centrale del duomo, cui si accede dalla scalinata a doppia rampa. Le lastre di pietra medioevale sono servite da supporto per frasi di una stupidità totale e disarmante.

L’Ufficio Diocesano “Arte Sacra e Beni Culturali” ha allertato la competente sopraintendenza per concordare gli opportuni e celeri lavori di pulitura e di riparazione del danno. Purtroppo la piazza del Duomo è ancora priva di sistemi di videosorveglianza, unico valido deterrente per chiunque avesse intenzioni analoghe, nonostante le sollecitazioni inoltrate agli Organismi competenti.

Questi atti vandalici non solo deturpano il monumento, ma feriscono e umiliano un’intera collettività che si estende ben oltre i confini della nostra città. La Cattedrale di Trani, infatti, è conosciuta in tutto il mondo e le migliaia di turisti che ogni anno la visitano si commuovono di fronte alla sua monumentalità così piena di slancio, di energia, di semplicità e di fede.

La Basilica ha la capacità di annullare il senso di distacco che caratterizza l’osservazione meramente estetica poiché possiede una misteriosa forza capace di orientare il visitatore verso un’ esperienza autenticamente religiosa.

L’UNESCO ha voluto – a giusta ragione – inserirla nell’elenco mondiale dei monumenti Messaggeri e testimoni di una cultura di Pace e POSTE ITALIANE ne accentuerà ulteriormente il valore con un’apposita emissione filatelica il 1° Giugno, p.v.

Con rammarico bisogna riconoscere che, stranamente, esistono persone insensibili alla bellezza e al senso della storia. Non c’è dubbio che sia in atto una nuova e inedita invasione barbarica. I nuovi barbari non arrivano più sui cavalli, ma invadono le nostre abitazioni per mezzo della stampa, della televisione, di internet con messaggi di una penosa e spaventosa povertà culturale; messaggi che veicolano concezioni dell’esistenza disancorate ad ogni minimo riferimento etico e capaci purtroppo di deformare le menti e gli spiriti dei più giovani.

Di fronte a questo ennesimo vilipendio, l’Ufficio Diocesano Arte Sacra e Beni Culturali auspica una concertazione tra gli Enti interessati per porre fine a queste azioni dannose e insulse.

A questo proposito non si può far nostro il monito di Marcel Proust : “la terra dei barbari non è quella che non ha conosciuto l’arte, ma quella che disseminata di capolavori non sa né apprezzarli né conservarli ”.

Mons. Saverio Pellegrino - Direttore Ufficio Diocesano Arte Sacra e Beni Culturali


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