È stato il nitrito di sodio a uccidere Teresa Sunna, la ragazza tranese deceduta sabato in un centro privato di gastroenterologia di Barletta. Il nitrito di sodio, conservante autorizzato solo per la conservazione della carne, era presente nel sorbitolo e240. Lo si apprende da fonti mediche. Ieri pomeriggio è stata effettuata l'autopsia sul corpo della ragazza. Il nitrito di sodio è una sostanza altamente tossica e letale per l'uomo anche se assunta in piccole dosi.
Intanto, il sito di compravendite online eBay ha bloccato le vendite di sorbitolo nel mondo e collabora con le autorità impegnate nelle investigazioni. Lo ha reso noto la stessa società in una nota, dichiarandosi «profondamente addolorata da quanto accaduto a Barletta sabato 24 marzo. Ci sentiamo vicini alla famiglia della vittima». Le vendite di sorbitolo, bloccate in via cautelare, resteranno interdette fino a ulteriori chiarimenti.
Sul fronte delle indagini, «il mio assistito ha solo consigliato, per effettuare l'esame, uno studio tra i più noti di gastroenterologia, con il quale c'era collaborazione da anni e dove non si erano mai verificati incidenti». Lo ha detto l'avvocato Massimo Chiusolo, difensore di Mario Donato Pappagallo, uno dei tre indagati per la morte della donna che prima dell'esame aveva ingerito una fiala di sorbitolo. Pappagallo è il medico che aveva in cura la paziente, morta sabato scorso. Gli altri due indagati sono Ruggero Spinazzola, titolare dello studio presso cui si era recata la donna, ed Ettore Cicinelli, che aveva materialmente acquistato su internet la sostanza utilizzata per il test.
(fonti, Agi e Ansa)
