Se vi sarà davvero la volontà di ripristinare l’istituto del sorteggio degli scrutatori, lo verificheremo già dal numero legale. Sarà questo, infatti, uno degli argomenti più interessanti del consiglio comunale di oggi, martedì 27 marzo (palazzo Palmieri, ore 16), riunione convocata a poco meno di una settimana dalla consegna delle liste elettorali del 5 aprile.
All’ordine del giorno la richiesta di sette consiglieri che invocano il ritorno al sorteggio dei componenti le sezioni elettorali. Fino ad oggi, invece, gli scrutatori sono stati nominati su designazione della Commissione elettorale, a sua volta “collettore” di indicazioni di consiglieri comunali.
Tale proposta di delibera, però, dovrà superare due ostacoli di non poco conto: non soltanto il numero legale, ma anche, quand’anche vi fosse sufficiente presenza di consiglieri in aula, la reale volontà politica dell’organo elettivo di cambiare le “regole” alla vigilia del voto.
Il dibattito su tale questione è noto da tempo.
Molti partiti, quasi sistematicamente quelli che sono all’opposizione, invocano che si ritorni al sorteggio degli scrutatori, facendo proprio lo spirito della legge numero 95, dell’8 marzo 1989, che ne disponeva la nomina proprio attraverso l’estrazione a sorte fra i cittadini iscritti al relativo albo. Tale norma fu modificata nel 2005, introducendo la nomina per designazione da parte della Commissione elettorale comunale, «scegliendoli tra i nominativi compresi nell'albo degli scrutatori in numero pari a quello occorrente».
Chi batte i pugni per ripristinare il sorteggio punta sul fatto che gli scrutatori designati sono quasi sempre gli stessi. In questo caso saremmo in presenza di vere e proprie lottizzazioni politiche che si eserciterebbero con indicazioni né più, né meno che spartitorie: nella maggior parte dei casi, giovani in mano a politici che privano di un’occasione di crescita civica (e di guadagno, sia pure modesto) tanti altri giovani che hanno il solo demerito di non essere amici di alcuno.
Nella seduta odierna si proverà ad approvare il conto consuntivo del 2011, non discusso nell’ultima riunione per mancanza del numero legale sia in prima, sia in seconda convocazione. La maggioranza dovrebbe avere avuto un pre-consiglio nella serata di ieri, ma pare difficile che nel giro di poche ore siano affrontati i nodi del rendiconto e lo si approvi oggi senza problemi. Quel che è certo è che per questa seduta, a differenza della precedente, manca l’eventuale seconda convocazione. In cambio, è previsto il prolungamento oltre la mezzanotte.
Nella scaletta dei lavori, invece, manca la discussione sulla transazione fra Comune di Trani ed eredi Guastamacchia per il terreno adiacente la villa di via Di Francia, atto che è pure previsto dalla delibera che la giunta comunale ha approvato lo scorso 16 marzo . Questo provvedimento, dunque, sarà sicuramente oggetto di esame del consiglio comunale che s’insedierà dopo le elezioni del 6 e 7 maggio.
