Questa mattina intorno alle cinque il corpo di un uomo è stato ritrovato da alcuni passanti in via Anna Teresa Stella. Allertati dai passanti sono prontamente giunti sul posto i soccorritori del 118 che però non hanno potuto fare più nulla.
G.P., le sue iniziali, 48 anni, ha lasciato due figli e la moglie. Fino a mattinata inoltrata la notizia bussava alle porte della cronaca mantenendo le cause strette ad uno stato di depressione, ma stando alla nota della Uil pare che il gesto estremo compiuto dall'uomo nella notte, lanciatosi dal terrazzo del condominio nel quale abitava, possa essere legato a problemi occupazionali.
“La Uil esprime il proprio cordoglio alla famiglia dell'ennesima vittima di una crisi che sembra non conoscere fine”. Queste le parole di Aldo Pugliese, segretario generale della Uil di Puglia e di Bari. Dal comunicato apprendiamo che l'uomo avesse difficoltà nel trovare un’occupazione stabile in grado di fornire un reddito degno alla propria famiglia.
“Purtroppo – scrive Pugliese – episodi del genere non sono nuovi nel contesto della Bat, così come in quello della Puglia e del Meridione d’Italia, zone falcidiate con particolare violenza da una disoccupazione galoppante e da un tasso di povertà in costante aumento. Appena un anno fa – ricorda il segretario generale della Uil regionale – un altro giovane lavoratore tranese si tolse la vita per motivi simili. Ed è di qualche mese la notizia di un imprenditore, anch’egli della Bat, suicida poiché incapace di garantire continuità alla propria attività aziendale e finito per questo nelle grinfie dell’usura. Notizie terribili che rafforzano la necessità di una riforma del mercato del lavoro che protegga i lavoratori e che non ne acuisca le problematiche. A cominciare dall’articolo 18, che non può essere barattato in cambio di un semplice indennizzo. Quel che occorre – chiosa Pugliese – sono piuttosto misure urgenti volte a creare nuove opportunità occupazionali, a sbloccare l’accesso al mondo del lavoro ai giovani e alle donne. Misure che nulla hanno a che vedere con l’articolo 18, con l’architettura attuale degli ammortizzatori sociali e con la smania del governo Monti di rivoluzionarla ad ogni costo. Solo un’occupazione solida e duratura, infatti, garantirebbe quella spinta ai consumi in grado di rilanciare l’economia verso un rinnovato processo di sviluppo”.
