Tommaso Laurora torna segretario del Pd ed il simbolo passa nuovamente con Fabrizio Ferrante. Il dottor Alberto Binetti, giudice presso il Tribunale di Trani, accogliendo il ricordo ex articolo 700 del Codice di procedura civile presentato dal segretario uscente del partito, ha infatti sospeso l’efficacia del provvedimento con cui, lo scorso 20 marzo, il segretario provinciale del Pd, Andrea Patruno, aveva commissariato la sezione cittadina e, di conseguenza, nominato commissario del dottor Giovanni Marchio Rossi. Lo stesso giudice ha convocato l’udienza per la conferma, modifica o revoca del suo provvedimento alle ore 9 di lunedì prossimo, 2 aprile.
Fra le motivazioni che hanno indotto il giudice a rimettere in sella Laurora, quella della presunta non competenza del segretario provinciale nell’adozione di un provvedimento che, invece, sarebbe dovuto spettare «all’assemblea del superiore livello e su segnalazione del segretario di livello superiore o del quaranta per cento dei componenti dell’assemblea dello stesso livello».
E, soprattutto la «non sussistenza di gravi e reiterate violazioni da parte del coordinatore del circolo di Trani, bensì esclusivamente la “urgenza di garantire la partecipazione del Pd alla coalizione di centrosinistra e dei moderati (partecipazione che peraltro appariva garantita dall’accordo pre elettorale in atti, ndr) a sostegno di Ugo Opramolla”».
Il provvedimento, adottato con l’istituto della «ianudita altera parte» si fonda sulla presa d’atto del fatto «che sussistano particolari ragioni di urgenza per l’emissione di un decreto dal momento che, in assenza di una sospensione del provvedimento, il potere del coordinatore del circolo di Trani, odierno ricorrente, si esaurirebbe ad una eventuale reintegrazione dopo il 3 aprile 2012, termine ultimo per la presentazione delle liste».
Per questo motivo il giudice ha già sospeso il commissariamento e, lunedì convocherà le parti per sentirle e solo allora, eventualmente, ritornerebbe sui suoi passi.
Ferrante commenta così l'accaduto: "Oggi c'è la tangibile dimostrazione della correttezza del nostro percorso politico, alcuni dirigenti dovrebbero inevitabilmente dimettersi visto che hanno provocato questa vicenda paradossale. A questo punto credo che l'unico interlocutore debba essere il Segretario nazionale. Attendiamo con serenità il pronunciamento definitivo e ne rispetteremo l'esito, sperando che dello stesso avviso siano anche gli altri soggetti coinvolti in questa vicenda. Non siamo affatto sorpresi del provvedimento, ciò testimonia che non abbiamo mai fatto nessun blitz e abbiamo sempre agito coerentemente alla luce del sole, di questo oggi ci viene dato atto".
